Gli studenti tornano in piazza: bruciate le tessere elettorali

Il corteo è arrivato in piazza Indipendenza davanti alla presidenza della Regione. La protesta si svolge anche in altre città d'Italia "contro crisi e austerità". "E' il nostro modo di dire la nostra sulle elezioni regionali"

Studenti bruciano schede elettorali

Traffico in tilt e bus rallentati in centro a causa di diversi cortei di studenti delle scuole superiori. Alle 9 si sono riuniti al Politeama e adesso stanno sfilando per le vie del centro per poi raggiungere la presidenza della Regione in piazza Indipendenza. Gli studenti stanno protestando “contro crisi e austerità”. Sul posto anche diverse pattuglie della polizia.

ORE 12,00
Con un falò di un centinaio tessere elettorali (guarda il video) davanti alla sede della Presidenza della Regione hanno manifestato la loro "sfiducia nella casta", a tre settimane dalle elezioni regionali, e denunciare "i recenti scandali che hanno inguaiato i politici regionali" non solo in Sicilia. A dar fuoco alle tessere elettorali sono stati i pochi tra i dimostranti che hanno già compiuto 18 anni e quindi sono elettori. "E' il nostro modo di dire la nostra sulle elezioni regionali - ha detto Bianca Giammanco, del Coordinamento studenti medi, che ha organizzato il corteo - ennesima vuota passerella di politici che andrà a riscaldare le poltrone del parlamento regionale senza produrre altro che tagli per il mondo della formazione e sacrifici per i piu' deboli, mentre per loro aumenteranno sempre privilegi e vitalizi".

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ORE 9,00
Iniziato il presidio al Politeama. La protesta si svolge contemporaneamente in altre piazze dl’Italia. “E’ il primo corteo a carattere nazionale con parole d'ordine comuni - spiegano dal Coordinamento - ovvero una netta opposione al governo Monti, governo di unità nazionale, alla crisi e alle misure d'austerity adottate che stanno mettendo in ginocchio ancor più le fasce deboli, proprio Monti, salito al potere in un clima di generale fiducia, ritenuto da molti l'uomo in grado di salvare il paese dal baratro in cui stava precipitando dopo anni di governo Berlusconi. Ma in realtà si rivela un personaggio con pochi scrupoli, che non si pone il problema del consenso e che è disposto a mettere in ginocchio la popolazione pur di far tornare i conti".
 

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