"Con Carola Rackete, senza se e senza ma": associazioni in corteo dal Massimo al porto

Chiedono il rilascio del comandante della Sea Watch, arrestata dopo aver forzato il blocco al porto di Lampedusa per fare sbarcare i 40 migranti a bordo della nave. Da Legambiente a Medici Senza Frontiere la lista di chi sposa questa battaglia è lunga. Ci sarà anche Cgil, Cisl e Uil

Il comandante della Sea Watch

"Siamo con Carola Rackete e con l’equipaggio della Sea-Watch 3, senza se e senza ma". Per chiedere il rilascio del comandante - arrestata nel porto di Lampedusa dopo avere forzato il blocco e speronato una motovedetta della guardia di finanza per fare sbarcare i 40 migranti a bordo della nave da 17 giorni - e il dissequestro della Sea-Watch 3 e Mar Ionio di Mediterranea un gruppo di associazioni domani sfileranno in corteo da piazza Verdi al porto. L'appuntamento è fissato per le 18. una volta raggiunta la destinazione finale, intorno alle 20, i partecipanti resteranno fermi in presidio fino alle 22.

"Hanno salvato da morte sicura 40 persone - spiegano gli organizzatori dell'iniziativa - e assicurato che le loro precarie condizioni di salute non si aggravassero ulteriormente. E questo nel pieno rispetto della normativa internazionale e delle oggettive ragioni umanitarie, che non possono in nessun caso essere superate da decreti nazionali (e incostituzionali)". 

Alla manifestazione saranno presenti anche il sindaco Leoluca Orlando e la Giunta. "La comandante Rackete - dice il primo cittadino - si difenderà, come è giusto che sia in uno stato di diritto. Non si avvale dell’immunità parlamentare di cui si è avvalso vergognosamente il ministro Salvini. E dimostrerà che si è trovata nell'esercizio delle sue funzioni di comandante di una nave, perché la legge del mare non fa distinzioni tra il salvataggio del crocierista, il salvataggio del diportista ed il salvataggio del migrante: impone al comandante di salvare vite umane e di condurle nel porto che ritiene sicuro".

La lista degli aderenti alla manifestazione si allunga di ora in ora. Ci saranno l'Arci, Legambiente, ActionAid, Centro Astalli, Comunità di Sant'Egidio,  Fondazione Migrantes, Gruppo Abele, Intersos, Medici Senza Frontiere, Refugees Welcome Italia, Rete Studenti Medi, Save the Children Italia, la Cgil, Unione degli studenti. Solidale con l'equipaggio della Sea Whatch e con Carola Rachete, anche i sindacati. “Torniamo a fare prevalere le ragioni dell’umanità rispetto a quelle dell’odio e dei biechi interessi politici. Se le leggi non garantiscono diritti fondamentali, la solidarietà e i principi di umanità - afferma il segretario generale della Cgil Sicilia Michele Pagliaro - queste vanno cambiate nel rispetto dei trattati internazionali. Non possiamo consentire che il nostro Paese scivoli nella barbarie, punendo come sta facendo chi salva vite umane. Il decreto Sicurezza bis – conclude -  è un provvedimento contro la giustizia e non deve essere convertito in legge”. "Si abbassino i toni - spiegano i segretari generali Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio e Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana - cercando piuttosto soluzioni che, rispettando i trattati internazionali, abbiano come scopo principale la tutela delle vite umane, il rispetto del lavoro delle Ong, la collaborazione fra tutti i Paesi europei per la gestione e la soluzione del fenomeno dell’immigrazione”.  La leader nazionale della Cisl Annamaria Furlan, nei giorni scorsi ha sottolineato “Le Ong vanno sempre rispettate per il loro ruolo prezioso. Salvare le vite umane viene prima della propaganda”.

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