Ricordato il sincadalista Orcel: "E' stato costruttore di democrazia"

La cerimonia in corso Vittorio Emanuele nel 99esimo anniversario dell'omicidio. Presente anche l'assessore comunale Marano

La lapide in memoria del sindacalista

E' stato ricordato stamani dalla Cgil Palermo e dall’amministrazione comunale Giovanni Orcel, il dirigente sindacale dei metallurgici ucciso 99 anni fa, in corso Vittorio Emanuele, angolo via del Giusino. Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore Giovanna Marano, il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo, Dino Paternostro, del dipartimento Legalità Cgil Palermo e Umberto Santino, presidente del centro di documentazione Peppino Impastato. L'amministrazione comunale si è impegnata ad apporre per il prossimo anno una targa del Comune accanto a quella già esistente di Cgil Palermo, Cgil Sicilia e centro Peppino Impastato. 

"Il prossimo anno, per il centenario dell'uccisione di Orcel, lavoreremo per un'iniziativa alla quale chiederemo la partecipazione del segretario generale Cgil Maurizio Landini. In più chiederemo al Comune che venga definita e completata piazzetta Orcel, in modo da collocare il manufatto realizzato dagli studenti del'Iti Vittorio Emanuele III - ha dichiarato Enzo Campo - Ricordiamo i morti del mondo del lavoro perché sono punto di riferimento e di riflessione per i giovani, per i lavoratori e le lavoratrici. Orcel è stato ucciso assieme a tanti altri dirigenti, come Nicolò Alongi, due capi del mondo contadino e operaio che, anticipando Gramsci, lavorarono per l’unificazione di contadini e operai. Nel 1919 il tema del lavoro, la sua qualità e la sua quantità, i diritti per il lavoro erano centrali e oggi lo sono ancora, specialmente a Palermo, nel Mezzogiorno d’Italia. Il tema oggi è quello del lavoro che manca e quando c’è spesso, per le nuove generazioni, è senza diritti, perché il mercato si è frantumato ed è sempre più difficile avere un lavoro e riconosciuti i diritti".

"Ecco cosa ci insegnano Orcel e tutti i dirigenti sindacali, contadini e braccianti morti per difendere la dignità del lavoro e la giustizia – ha aggiunto il segretario Cgil Palermo Campo - Orcel è stato costruttore di democrazia, siamo dentro il biennio rosso, il grande movimento che poi ha portato al fascismo. Tante cose da allora sono state fatte, la mafia ha subito intensi contraccolpi perché c’è stato un risveglio civile e morale anche grazie alle lotte del dopoguerra e a questi dirigenti morti, che hanno concettualizzato quelle lotte facendole diventare leggi dello Stato, come la legge La Torre. Noi con le iniziative che facciamo siamo oggi un punto di riferimento. Le 'vie dei diritti' sono un piccolo tassello, un contributo che il movimento sindacale palermitano, e la Cgil palermitana, assieme al Comune, sta portando in un quartiere operaio, di periferia, Bonagia, che vuole riappropriarsi della sua storia. Dalla memoria nascono momenti di riflessione ma anche momenti per organizzare il mondo del lavoro,che è in grande difficoltà. Bisogna organizzare sempre più le forze – e noi lo stiamo facendo con Cisl e Uil e con le tante  iniziative organizzate con le associazioni - per cambiare le condizioni di vita delle persone, in particolare modo delle persone che cercano un lavoro, passando dalle parole ai fatti".

Chi era Orcel

Nato a Palermo nel 1887, iniziò al lavorare subito dopo la licenza elementare come tipografo compositore. Mestiere di notevole specializzazione professionale, in quegli anni caratterizzato da un elevato tasso di politicizzazione. Irriducibile contro qualunque forma di sfruttamento e sopruso, dedicò la vita al servizio di un’intensa attività sindacale che lo portò a conquistare la fiducia dei lavoratori tipografi palermitani che lo nominarono loro rappresentante nel consiglio nazionale di federazione. Dopo la guerra divenne segretario generale della Fiom di Palermo e al Congresso nazionale della federazione dei metalmeccanici, che si svolse a Genova nel 1920, si batté per l’abolizione del lavoro straordinario e del cottimo, ponendo il tema dell’equiparazione salariale tra le diverse aree del Paese. Il 1920 fu l’anno dell’occupazione del Cantiere navale di Palermo: era l’inizio di settembre quando la Fiom, al culmine delle grandi mobilitazioni operaie di quei mesi, decise di occupare il Cantiere dopo la serrata disposta dalla proprietà. Gli operai riuscirono a occupare lo stabilimento malgrado le forze dell’ordine, entrando da un foro nel muro di confine con l’adiacente cimitero degli inglesi. L’occupazione, a difesa del posto di lavoro, fu la risposta degli operai ai licenziamenti e alle sospensioni a catena che ricadevano soprattutto sugli iscritti alla Fiom che in quegli anni erano più di duemila. Tre giorni dopo l’inizio della protesta, il Consiglio di fabbrica assunse la direzione dello stabilimento decidendo di continuare la produzione per ultimare le lavorazioni della nave “Caserta” ma soprattutto per iniziare la costruzione di una nuova nave alla quale dare il nome di Nicola Alongi, dirigente sindacale assassinato a Prizzi nel febbraio dello stesso anno. Orcel e Alongi furono protagonisti del biennio rosso (1919-1920), primo esempio delle lotte che videro l’unione di operai e contadini, anticipando le tesi di Gramsci.


 

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