Mazzette alla Direzione marittima per ottenere le patenti nautiche: arresti e sequestri

Indagine del Gico della guardia di finanza e della capitaneria: nei guai il responsabile di un centro di formazione e i membri delle commissioni esaminatrici, responsabili di aver truccato i test. Dieci i pubblici ufficiali coinvolti

Accuse pesanti. Corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, rivelazione di segreto d'ufficio e falsi ideologici in atto pubblico. Maxi blitz alla direzione marittima da parte dei militari della capitaneria di porto e della guardia costiera - che insieme al nucleo di polizia tributaria - hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 12 indagati su delega della Procura della Repubblica di Palermo. L'inchiesta ha fatto emergere un giro di corruzioni nel rilascio di abilitazioni professionali per il personale marittimo imbarcato su navi mercantili e da crociera: arrestati il responsabile di un centro di formazione palermitano e i membri delle commissioni esaminatrici, responsabili di aver truccato gli esami. Dieci i pubblici ufficiali coinvolti.

I nomi degli arrestati

Ai domiciliari è finito Francesco De Santis, imprenditore di 50 anni, titolare dell'omonimo centro di formazione. "Il suo patrimonio, ritenuto sproporzionato ai guadagni leciti incassati, è stato sottoposto a sequestro - dicono dalla Finanza - in applicazione della disciplina prevista per il reato di corruzione".

"Mille euro per superare gli esami", blitz alla Direzione marittima: il video

Ma più in generale l'inchiesta coinvolge quattro dipendenti del corpo delle capitanerie di porto e tre dipendenti dell'Istituto Nautico di Palermo che agivano in concorso con il titolare della scuola di formazione internazionale marittima "Studio De Santis", abilitata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a svolgere corsi di formazione marittima propedeutici all'imbarco su unità navali.

Secondo gli inquirenti, che hanno utilizzato intercettazioni e pedinamenti, i marittimi che formulavano l'istanza per partecipare agli esami, il cui superamento era necessario per ottenere le abilitazioni professionali e le certificazioni previste dalla normativa internazionale per svolgere delicate e importanti mansioni a bordo di navi mercantili e da crociera, venivano "avvicinati" dagli indagati. Questi, d'accordo con il Centro internazionale di formazione marittima, promettevano ai candidati il facile superamento delle prove, se avessero frequentati "pre-corsi" a pagamento tenuti dagli stessi pubblici ufficiali che in seguito avrebbero fatto parte della commissione esaminatrice.

In particolare, è stato appurato che più di 50 candidati sono stati avvicinati e una parte di questi ha effettivamente pagato somme non inferiori ai mille euro per beneficiare di corsie preferenziali per il superamento degli esami. In alcuni casi, si è anche scoperto che, in occasione dei "pre-corsi" i candidati venivano puntualmente informati degli argomenti che sarebbero stati oggetto di esame. Alcuni avrebbero avuto prima tracce della prova scritta di inglese e sarebbero stati preparati alla traduzione.

"L'indagine - spiegano dalla guardia di finanza - svela un sistema di corruttela che ha ripercussioni su un aspetto di primaria importanza nazionale e internazionale, ovvero la sicurezza dei trasporti legata ai traffici marittimi mercantili e crocieristici. Sono stati rilasciati infatti titoli professionali marittimi che hanno reso possibile lo svolgimento di funzioni delicatissime, a bordo di navi da crociera o mercantili, come quelle di responsabile di guardia in coperta e in macchina durante la navigazione".

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