Mazzette col rimborso, intesa funzionari-imprenditori: "A me interessa entrare nel suo cuore"

Imprenditore denuncia richieste di tangenti, indagine della polizia porta all'arresto di 4 impiegati del Provveditorato opere pubbliche. Per la prima volta a Palermo applicato lo "spazzacorrotti". Pranzi, cene e "regalini" per aggiustare gli appalti

I dialoghi tra imprenditori e funzionari corrotti

Gli americani la chiamano "win-win", ovvero una negoziazione in cui vincono entrambe le parti. Insomma, la tangente conveniva a tutti. Ai presunti funzionari pubblici corrotti, che prendevano il 2-3% dell'importo complessivo dell'appalto; e agli imprenditori compiacenti, che recuperavano la "stecca" corrisposta attraverso spese fittizie o maggiorate nei Sal (Stato avanzamento lavori), nei certificati di pagamento e nelle cosiddette perizie di variante. Ad "aggiustare" i documenti, per "rimborsare le mazzette", ci pensavano sempre i dipendenti del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche. 

Appalti decisi a suon di mazzette, l'ira della cricca verso gli onesti: "Magari gli sparassero"

Sono alcuni dei retroscena dell'operazione "Cuci e Scuci", che ha permesso di far emergere "uno stratificato sistema corruttivo" in cui tutti ci guadagnavano. Con le sue indagini, però, la sezione Anticorruzione della Squadra mobile - che si è avvalsa delle denunce di un imprenditore - ritiene di aver scoperto reati quali corruzione, falso e truffa nell'ambito di appalti pubblici per la ristrutturazione di scuole, nel Palermitano e in altre province (Enna e Catania), di un immobile di via Giusti confiscato alla mafia e adibito ad alloggio di servizio per le forze dell'ordine, persino in un edificio di Capaci destinato a diventare stazione dei carabinieri. Il valore degli appalti finiti sotto la lente d'ingrandimento della procura e della squadra mobile ammonta a quasi 960mila euro.

La tangente consegnata in diretta: "Ce lo posso fare il regalino?" | Video

Adesso 14 persone dovranno rispondere dovranno rispondere a vario titolo dei reati di corruzione, falso in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato. E' questo il risultato di un'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, ed eseguita dalla polizia. Sono scattati così gli arresti domiciliari per quattro funzionari del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche: gli ingegneri Carlo Amato, Claudio Monte, Franco Barberi, il geometra e geologo Antonio Casella. Sono stati invece sospesi dal servizio per un anno l'architetto Antonino Turricciano e l'assistente geometra Fabrizio Muzzicato.

Appalti truccati al Provveditorato lavori pubblici, imprenditore dice "no": arrestati 4 funzionari

L'operazione "Cuci e Scuci" ha consentito inoltre di emettere provvedimenti cautelari che prevedono il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione per un anno a carico di 8 imprenditori, titolari di altrettante imprese operanti nel settore edilizio e con sede nella provincia di Palermo, Enna, Messina, Agrigento. Si tratta dell'applicazione, per la prima volta a Palermo, di una delle misure recentemente introdotte con la legge "spazzacorrotti". 

Nelle intercettazioni della polizia c'è anche la consegna di una mazzetta è stata pure filmata in presa diretta. Le intercettazioni inoltre sembrerebbero confermare intese tra entrambe le parti (imprenditori e impiegati pubblici). "A prescindere dal ragionamento mille più o mille meno, a me interessa entrare nel suo cuore" dice un imprenditore ad un funzionario del Provveditorato. "Come dobbiamo fare per chiudere questa partita?" domanda un dipendente del Provveditorato in un'altra intercettazione. "Mi pare poco, però sinceramente di primo cuore...". "Io penso che con 8 mila euro 'putemu'..." afferma durante una negoziazione un pubblico ufficiale, che poi tranquillizza l'imprenditore: "Però noi nella variante abbiamo... abbiamo allargato".

L'ambito investigativo toccato dall'indagine riguarda principalmente appalti pubblici finanziati con fondi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria di immobili dello Stato. I Sal e le perizie, come detto, sarebbero stati merce di scambio utilizzata dai pubblici ufficiali come controprestazione alla mazzetta. I funzionari del Provveditorato alle opere pubbliche avrebbero però lucrato anche con i rimborsi spese di missioni: alcune non effettuate, altre parzialmente falsificate. A pagare il carburante, così come pranzi o cene, erano infatti gli imprenditori. 

Tranne uno, che con le sue denunce ha messo in moto gli investigatori. Videoriprese, intercettazioni, acquisizione ed esame di documenti, interrogatori a persone informate sui fatti, pedinamenti hanno portato a galla quella che era diventata, dicono gli stessi investigatori, "una prassi deviata all'interno del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche". Tutti piegavano l'interesse pubblico di queste opere al loro arricchimento" dice Rodolfo Ruperti, dirigente della Squadra mobile di Palermo. "E' innegabile l'esistenza di una prassi illecita, di un sistema di connivenze e coperture reciproche che consente di commettere assai agevolmente quasi tacitamente - scrive il Gip Marco Gaeta - falsi, corruzioni, truffe e, in generale, di annullare l'interesse pubblico in vista del quale ciascun soggetto che esercita pubbliche funzioni dovrebbe agire".  

I reati contestari riguarderebbero i seguenti appalti: 

• Tentata corruzione: in riferimento all’appalto della scuola Primaria Piraino nel comune di Casteldaccia, via Lungarini n. 87. Importo del finanziamento 250.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 46,544% per un importo complessivo di 153.577,08 euro. 
• Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: in riferimento all’appalto dell’istituto scolastico comprensivo Ansaldi, in via Leopardi a Centuripe (Enna). Importo del finanziamento 159.000,00 Euro, aggiudicato con un ribasso del 43,50 %, per l’importo di 89.906,36 euro. 
• Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: con riferimento all’appalto di Centuripe di cui al punto precedente limitatamente alla fornitura degli infissi della scuola.   
• Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: in riferimento alla 1° tranche dell'appalto della scuola Pirandello, largo S. Giovanni 5, frazione di Villadoro, Comune di Nicosia (Enna). Importo del finanziamento pari a 187 mila euro, aggiudicato con un ribasso del 43,978% .
• Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: in riferimento all’appalto dell’edificio scolastico istituto comprensivo Ungaretti plesso La Pira, Sant’Alfio (Catania), via Diaz n.14. Importo del finanziamento 234.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 41,789% per un importo di  133.572,56 euro.
• Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: in riferimento alla 2° tranche dell’appalto della scuola Pirandello, largo S. Giovanni 5, frazione di Villadoro, Comune di Nicosia (En). Importo del finanziamento pari a 170.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 44,129% per un importo di 98.514,72 euro.
• Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In relazione ai lavori sull’appartamento di via Giusti n. 42 a Palermo - affidata dall’Agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata all’Arma dei Carabinieri, per esigenze alloggiative del personale operante presso il comando provinciale dei Carabinieri di Palermo. Importo stanziato a 22 mila euro, aggiudicato con affido diretto e con ribasso per la somma di 16.120,46 euro. 
• Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: in riferimento all’appalto sull’immobile sito di corso Isola delle Femmine, 16 Capaci da adibire a stazione dei Carabinieri ed annessi alloggi di servizio. Importo del finanziamento 500 mila euro, aggiudicato con ribasso del 39.50%, per un importo di 384.874,93 euro. 

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Scene da far west ai Danisinni, sparatoria in strada: tre feriti, coinvolta una ragazza

  • "Battute sui siciliani": milanese cacciato da un b&b in centro

  • La mafia imponeva i suoi buttafuori nei locali notturni: scattano 11 arresti

  • Suicidio in carcere, detenuto palermitano di 20 anni si toglie la vita

  • I boss decidevano i buttafuori dei locali: ecco i nomi di tutti gli arrestati

  • Più di 7 milioni di euro di immobili all'asta, come aggiudicarsi le 36 case in viale del Fante

Torna su
PalermoToday è in caricamento