Scuole chiuse per il Coronavirus, una maestra: "Anche a distanza i bimbi insegnano a sorridere"

La testimonianza di una docente della scuola elementare Pirandello - Borgo Ulivia.: "La scuola non è mai soltanto leggere e scrivere, ti impegni a formare i cittadini di domani. Mi manca tutto. Poi sul telefono vedo le foto dei loro sorrisi sdentati..."

La redazione di PalermoToday ha scelto di raccontare la vita di un'insegnante della scuola primaria cedendole la parola. A descrivere le sue giornate senza cattedra ma davanti a una webcam per colpa del Covid-19 è la maestra Virginia, come lei stessa vuole essere chiamata "perchè non importa vedere la mia faccia e il mio nome sul giornale", di ruolo all'istituto comprensivo Pirandello - Borgo Ulivia.

virginia-3"Il tempo scorre lento come non accadeva da anni. Se sei una maestra, infatti, le tue giornate sono sempre impegnate. La sveglia suona già alle sei e tu devi correre perché alle 8 i tuoi bambini sono lì ad aspettarti. Dal momento in cui suona la campanella è un susseguirsi di abbracci, di 'maestra non ho potuto fare i compiti', di lacrime da 'voglio la mamma', di sorrisi e di baci, perchè loro sono piccoli e hanno un continuo bisogno di affetto e conferme. Spieghi loro la lezione ma soprattutto cerchi di insegnargli il rispetto delle regole e del prossimo, il rifiuto di ogni sopruso, l'amore per la propria terra e per l'ambiente. 

La scuola non è mai soltanto leggere e scrivere, specie se lavori in un quartiere difficile, un quartiere in cui un bambino può venire felice a mostrarti che ha finalmente la matita che aspettava da giorni e un'altra ci tiene a farti sentire che profuma di pulito. È in contesti come questi che ti impegni a formare i cittadini di domani, quelli che non piegheranno la testa e non accetteranno i soprusi. E lo fai ogni giorno, anche a spese delle materie scolastiche. È questo che il maledetto virus ci ha tolto.

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La didattica, seppur tra mille difficoltà, va avanti. Adesso si fa a distanza. Prepari la lezione e la carichi sul registro elettronico ma poi non tutti sanno usarlo perchè 'è troppo difficile maè'. E quindi mandi tutto sui social sperando che non finiscano i giga del telefono tra un video divertente e una fake news.

Quello che più ti dà pena è che non sai cosa sta succedendo nella vita dei tuoi bambini; non puoi prendere da loro lo spunto per l'insegnamento quotidiano e le lezioni diventano così fredde e artificiose. Immagini quanto possano essere confusi e spaventati in questo momento ma non puoi inventarti un gioco che allenti la tensione. Finisce che ti manca tutto: i sorrisi, gli abbracci e i baci ma anche l'odore delle matite temperate senza sosta, della colla e del gesso. 

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Nelle giornate che scorrono lente ti rendi conto che ciò che più ti manca è la tua vita quotidiana nella sua meravigliosa normalità. 
Poi guardi il telefono e trovi foto e video dei tuoi alunni che con i loro sorrisi sdentati ti mostrano il disegno di un arcobaleno e ti dicono che tutto andrà bene e sorridi con loro".

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