A Ficarazzi come nelle Filippine? Polemiche sul post del comandante dei vigili

"Mi piacerebbe avere le stesse prerogative dei colleghi delle Filippine". Queste sue parole hanno scatenato l'ira di alcuni concittadini: "Affermazioni gravi, lì è stato chiesto di sparare sui civili". Il capo dei vigili poi precisa: "Era uno sfogo. Io sono pacifista ma c’è chi è sordo alla legge"

Il comandante della polizia municipale Salvatore Di Gristina - foto Ficarazzi blog

"In un momento così difficile come questo, di fronte a tanta co….. di chi sfida noi forze dell’ordine, ma soprattutto la sorte, mi piacerebbe avere le stesse prerogative dei colleghi delle Filippine nel contrastare chi non osserva le direttive”. E’ bastata questa frase per scatenare le polemiche di un gruppo di cittadini di Ficarazzi. Anche perché a scriverlo sulla propria pagina Facebook è stato il comandante della polizia municipale Salvatore Di Gristina. "Il mio era uno sfogo, una provocazione. Sono assolutamente contro la violenza - precisa a PalermoToday - ma c’è una piccola fetta della popolazione che proprio non vuole saperne di rispettare le regole o che straccerebbe le sanzioni dopo aver ricevuta per posta". Ma insieme alle polemiche qualche concittadino, tra like e commenti, ha anche appoggiato quella che sembrava essere la sua posizione.

A sollevare il caso è stato il gruppo "Ficarazzi in movimento - Meet up Ficarazzi" considerando le parole del comandante "fuori da ogni grazia di Dio". In un un post del movimento vengono poste alcune domande: "A quali metodi si riferisce il comandante quando scrive pubblicamente quelle parole nel suo post? Vista la posizione ricoperta di pubblico ufficiale nonché ‘comandante’, utilizzare un tale linguaggio e speriamo mai pensieri del genere verso Ficarazzi è decoroso?". Poi aggiungono: "Rimaniamo indignati rendendoci conto del peso di quelle parole fuori da ogni grazia di Dio, inaccettabili in uno Stato costituito come il nostro, al limite del penalmente perseguibile, ci chiediamo inoltre se non sia il caso di sollevare tutti noi dal peso di quelle parole, inaccettabili per la maggior parte dei cittadini di questa comunità. Pretendiamo si prendano provvedimenti".

Il gruppo di cittadini ha tirato in ballo il presidente della Repubblica delle Filippine e le dichiarazioni di pochi giorni fa secondo cui avrebbe ordinato l’utilizzo delle maniere forti per chi non rispetta i divieti per contenere la pandemia del Coronavirus: "Non esiterò. I miei ordini alla polizia e ai militari - aveva detto in conferenza il presidente Rodrigo Dutarte - sono chiari: se si ribellano contro di voi e sentite che le vostre vite sono in pericolo sparategli, colpiteli a morte". Una dichiarazione arrivata all’indomani dell’arresto di 12 persone a Quezon City per una protesta non autorizzata nei confronti del governo. Le sue parole hanno suscitato grande scalpore in tutto il mondo, nonostante la successiva precisazione del capo della polizia che avrebbe detto che gli agenti non avrebbero aperto il fuoco.

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Di fronte a questo parallelismo il comandante Di Gristina non ci sta ma fa mezzo passo indietro e chiarisce ancora: "Sono un pacifista nato, non ci penserei mai a inneggiare alla violenza. Purtroppo ci sono persone, soprattutto fra coloro le quali hanno qualche conto già chiuso o in sospeso con la giustizia, che credono di potere sfidare le forze dell’ordine e dimostrano di non voler rispettare le regole. Purtroppo ed evidentemente la pandemia non basta. Ho qualche problema di salute ma nonostante ciò sono con i miei colleghi in strada, 7 giorni su 7, mettendo al primo posto a tutto il bene collettivo. Noi lavoriamo per tutelare tutti, anche chi non ha rispetto degli altri. Credo che dietro questa polemica ci siano degli attacchi personali alla mia persona, perché sull’altro piatto della bilancia ci sono tanti cittadini che stanno chiusi a casa e condividono questa mia rabbia".

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