Nuova viabilità, prenotazioni con qr-code e facchini registrati: "scaro" verso la riapertura

L'attività del mercato ortofrutticolo dovrebbe riprendere a inizio della prossima settimana, ma ancora non c'è certezza sulla data. Rivoluzione in vista per contingentare gli ingressi, rispettare le norme anti Coronavirus e mettere una "pezza" ad anni di abusivismo

La protesta della scorsa settimana al mercato ortofrutticolo

I cancelli del mercato ortofrutticolo restano sbarrati. Forse però ancora per poco. Comune, questura e prefettura sono al lavoro per definire gli ultimi dettagli del piano di sicurezza che porterà alla riapertura dello "scaro". Verosimilmente a inizio della prossima settimana: una data certa ancora non c'è, anche perché tutti si tengono abbottonati dopo quello che è successo martedì scorso con il caos all'interno del mercato e, nei giorni a seguire, con le proteste davanti alla struttura di via Montepellegrino. 

L'obiettivo è far tornare in attività il mercato, nel rispetto delle disposizioni anti Coronavirus. Detta così suona facile, ma nella realtà non lo è. Perché l'ortofrutticolo è stato finora un "microcosmo" a sè, dove le deroghe alla legalità sono diventate normalità. Con l'amministrazione comunale che negli anni (forse da sempre) ha tollerato. Il diffondersi del Coronavirus non ha fatto altro che portare a galla le contraddizioni di un mondo tanto vitale per l'economia cittadina (e non solo) quanto anarchico, non gestito a dovere perché - come si suol dire - si è preferito girare la testa dall'altro lato di fronte a evidenti sacche di abusivismo e irregolarità. 

Adesso, con l'imprescindibile necessità di tutelare la salute pubblica ed evitare il rischio contagi, le istituzioni pubbliche hanno preso il toro per le corna. E hanno messo a punto una serie di misure che dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) consentire la riapertura in una cornice di sicurezza. A tutti i livelli: dentro il mercato e nei dintorni. Secondo quanto si apprende, il mercato sarà blindato da schieramenti interforze per respingere ogni tentativo di assalto da parte di abusivi o soggetti privi di titolo. In via Montepellegrino, inoltre, la viabilità sarà rivoluzionata. Camion e tir provenienti dal porto e diretti al mercato saranno obbligati a tirare dritto sino all'ingresso della Fiera del Mediterraneo per poi fare inversione, in quanto tutti gli svincoli presenti nella strada saranno inibiti dal posizionamento di barriere "new jersey". La corsia lato mercato sarà chiusa al traffico automobilistico, per consentire l'esclusivo passaggio dei mezzi diretti al mercato. 

Queste alcune delle misure che verranno prese all'esterno della struttura di proprietà comunale. All'interno della struttura, invece, l'accesso sarà contingentato. Come? Attraverso un sistema di prenotazioni per via telematica, che rilascia un Qr-code. Tutti i soggetti che a vario titolo opereranno dentro il mercato dovranno essere registrati: dai commissionari ai fornitori, passando per acquirenti e facchini. Quest'ultimi rappresentano uno dei problemi più grossi affrontato dalle istituzioni. Com'è noto, c'è una quota consistente di abusivi. Che però contribuiscono in maniera determinante al lavoro di facchinaggio. La soluzione individuata, per coniugare legalità e necessità di forza lavoro, sarebbe quella di aggregare una quota di facchini ad ogni commissionario. In sostanza, i commissionari dovrebbero dichiarare che un determinato numero di facchini collaborano con loro. Sulle forme d'ingaggio per il momento si dovrebbe chiudere un occhio. Dentro il mercato, comunque, non potrebbero entrare più di 100 facchini.

Contemporanemante all'interno della struttura di via Montepellegrino non dovrebbero esserci più di 650-680 persone per turno. Quella dei turni è un'altra delle novità. Si sta infatti mettendo a punto un sistema di turni per le attività di compravendità di frutta e verdura, che saranno separate rispetto allo scarico della merce. In sostanza, camion e tir verranno scaricati nel pomeriggio e nella notte si darà il via alle contrattazioni sino al mattino seguente. Con l'apertura del mercato alle 3 si potrebbero ipotizzare dei turni di due ore ciascuno per regolare la presenza contemporanea degli operatori e rispettare le distanze minime di sicurezza previste dalle disposizioni governative anti Coronavirus. Chi non rispetta la tempistica che sarà imposta dal Comune non potrà prenotarsi nei giorni successivi. L'accesso agli operatori commerciali sarà consentito solo a chi è in possesso di Partita Iva. Il che dovrebbe significare uno stop per gli ambulanti non in regola, a meno che l'acquisto della merce non venga convogliato su quegli operatori in possesso di Partita Iva. 

Un modo, dicevamo, per gestire il numero di persone all'interno della struttura. Che, normalmente, ne arriva ad ospitare fino a 2.500. Adesso invece non ce ne potranno stare più di 680 per turno. Secondo i conti fatti, 70 dovrebbero essere i concessionari (che arrivano quasi a 400 con il relativo personale); 100 i facchini; e meno di 200 gli acquirenti per ogni singolo turno. Questi sono grosso modo i numeri. Il nodo da sciogliere è quale sarà il numero massimo di prenotazioni da autorizzare. 

Su questa e altre misure sono al lavoro le autorità cittadine. "Ieri - dice l'assessore comunale alle Attività produttive Leopoldo Piampiano - si è riunito il Comitato per l'ordine e la sicurezza. Assieme a prefettura e questura, il Comune sta mettendo a punto un piano di sicurezza. La Sisipi invece si sta occupando del sistema di prenotazioni per l'accesso al mercato. Non saranno tollerati atteggiamenti irresponsabili come quelli che si sono verificati la scorsa settimana. Il nostro obiettivo - conclude l'assessore - è garantire la salute pubblica e l'approvvigionamento alla città. Ora non è il momento di enfatizzare fenomeni sociali che affondano le radici nel tempo".

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