Coronavirus, il dramma di un 19enne palermitano rimasto bloccato in Francia

La storia di David, costretto a rimanere a Le Havre: "Non ho soldi, sono senza casa, per qualche giorno ho dovuto dormire su una panchina". La madre in lacrime: "Non ce la faccio più, sono pure cardiopatica. Vi prego, fatelo tornare a casa"

Le Havre dall'alto

In attesa per ritornare a casa. Con l'Europa finita nella morsa del Coronavirus ci sono i turisti rimasti bloccati all’estero e gli studenti fuori sede oppure quelli che seguivano il programma Erasmus. Ci sono anche gli italiani che vivono all’estero e adesso, spaventati di rimanere senza assistenza sanitaria, stanno meditando di rientrare. Di tutti si sta occupando l’Unità di crisi della Farnesina. In alcuni casi però la situazione è particolarmente seria, come nel caso di David, 19enne palermitano rimasto bloccato in Francia, a Le Havre. Ai microfoni della trasmissione "Cosa succede in città" condotta da Emanuela Valente, David ha raccontato la sua situazione.

"Ho provato a tornare in Italia tramite aerei, treni, bus ma hanno annullato tutti i viaggi - ha detto -. Non ho un lavoro perché lavoravo in un ristorante e li hanno chiusi. Non ho soldi, sono senza casa, per qualche giorno ho dovuto dormire su una panchina. So che mia madre è in pensiero perchè non so come tornare. Sono spaventato, vorrei soltanto tornare a casa mia. Non posso neanche chiamare col telefono perché ho una sim tedesca e mi è stata bloccata. La mia famiglia non può neanche mandarmi soldi, hanno provato con Wester Union ma è tutto chiuso. Ora mio fratello mi ha prenotato un altro volo per domenica prossima da Parigi, ma ho paura che venga cancellato anche quello".

Anche la madre di David, Francesca, è intervenuta ai microfoni di Emanuela Valente su Radio Cusano Campus. "Non ce la faccio più, sono pure cardiopatica, chiedo aiuto alle autorità, alle forze dell'ordine, vi prego fatelo tornare a casa - ha affermato in lacrime -. Lui a 17 anni è dovuto andare all'estero per lavoro perché qui a Palermo non si trovava. E' andato prima alcuni mesi in Germania, poi in Francia dove ha trovato lavoro in un ristorante. Purtroppo essendo anche malata fisicamente non potevo lavorare molto e lui per questo, vedendomi soffrire, ha fatto di tutto per trovare quel lavoro. Per questo non è voluto tornare a casa prima, finchè non è stato chiuso il ristorante. Addirittura aveva un volo già prenotato, ma arrivato all'aeroporto l'hanno bloccato. Abbiamo provato a contattare le istituzioni, ma è sempre occupato. Mi rivolgo al ministro Di Maio: non so se lei è padre, ma accolga la mia preghiera: mi faccia riabbracciare mio figlio"

Il fratello maggiore di David, Vincenzo, ha spiegato: "Abbiamo provato a contattare le istituzioni, ma immagino ricevano migliaia di telefonate al giorno quindi è sempre occupato. Abbiamo provato a mandargli soldi, ma non ha una poste pay quindi con western union dovrebbe andare in agenzia per riscuoterli, ma sono chiuse".

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