Virus, un medico palermitano: "La pensione può attendere, pronto a tornare in corsia"

La testimonianza di Fausto Marchetta, cardiologo che da anni si divide tra Palermo e Bologna: "Penso che l'esperienza maturata negli anni, anche nel campo epidemiologico e della farmaceutica possa essere d'aiuto alla Sicilia in un momento tanto delicato"

Fausto Marchetta

"Italia mobilitata per l'emergenza Coravirus". Lo ripetiamo, e lo viviamo, da settimane. Ai cittadini si chiede collaborazione, di rispettare le regole imposte per limitare il contagio, di non vanificare gli sforzi di chi è in prima linea conto il Covid-19. Medici e infermieri in primis. Tra le misure straordinarie adottate a livello nazionale c'è il reclutamento di forze nuove con procedure di selezione straordinarie. C'è anche chi però, pur avendo lasciato l'attività ospedaliera, si dice pronto a tornare in servizio. "Ho dato la mia disponibilità all'Ordine dei medici e alla Regione, con la quale ho già collaborato in passato. Se la mia esperienza, come clinico ma anche nel campo organizzativo, può essere utile alla Sicilia ne sono felice", dice a PalermoToday il cardiologo palermitano Fausto Marchetta.

Nato a Palermo, si divide ormai da anni tra la sua terra d'origine e Bologna. Fino al 2013 ha lavorato per il Policlinico S.Orsola Malpighi di Bologna. Poi ha ricoperto incarichi come consulente al ministero della Salute, ma anche alla Regione Sicilia dove è stato uno dei creatori della rete per l'infarto miocardico acuto. "Ho 72 anni - dice Marchetta - ma l'anagrafe poco conta in questo caso. Penso che l'esperienza maturata negli anni, anche nel campo epidemiologico e della farmaceutica possa essere d'aiuto in un momento tanto delicato".

La pensione per Marchetta, che è anche consulente senior dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), può attendere. "Non si smette mai di essere medico  - dice - In questo momento i cittadini ricevono tante informazioni, spesso anche contrastanti. Tamponi per tutti sì, tamponi no. Mascherine sì o no... Quello che conta è seguire adottare le precauzioni che tutti conosciamo, praticare l'isolamento se il caso e i test ove necessario, come indicato dall'Oms. E proteggere gli operatori sanitari, cosi come chi svolge lavori che li espongono al contatto con il pubblico".

Lo stesso Marchetta è, in questi giorni, in isolamento nel suo appartamento di Palermo. "Al mio arrivo da Bologna - spiega - mi sono registrato sul sito della Regione, come indicato. E da allora rispetto l'autoisolamento, attenendomi alle indicazioni. Da quel che vedo i palermitani si stanno dimostrando abbastanza disciplinati quanto al rispetto delle regole. La situazione che stiamo vivendo, le nuove esigenze, portano a nuovi spunti di riflessione: mai come adesso, ad esempio, è il momento di investire sulla cosiddetta 'sanità digitale' per raggiungere alti livelli di cura anche a distanza. Nel caso specifico, per esempio, l'app che permette di ricostruire tutti i movimenti delle persone contagiate e di mandare un messaggio a coloro con cui sono entrati in contatto per segnalare che sono a rischio, ha una grande utilità. La curva dei contagi a livello nazionale mostra un timido rallentamento, ma non significa- conclude - che si possa abbassare la guardia davanti a un virus tanto contagioso".

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