Banche verso la "fase 2", Urzì (Fabi): "Vigileremo sulla sicurezza di dipendenti e clienti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La “Fase 2” arriva anche in Banca ed è stato sottoscritto un protocollo nazionale sulle misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del Covid-19 tra ABI e Sindacati del Settore. Le banche hanno assicurato la continuità del servizio prendendo, per quanto ovvio, gli opportuni accorgimenti a tutela dei lavoratori e degli utenti.

“Sin dal primo momento sono state adottate le opportune misure di prevenzione - afferma Gabriele Urzì Segretario Provinciale FABI Palermo e Responsabile Salute e Sicurezza della FABI di Palermo – ma da lunedì prossimo con la sia pur graduale ripresa della c.d. “Fase 2”, non bisogna assolutamente abbassare la guardia”.

I numeri confortanti di questi giorni registrati in Sicilia (ieri zero decessi e 20 casi in tutta l’Isola di cui però 10 a Palermo) - non devono illudere: il virus è sempre lì, invisibile e pericoloso. “Il protocollo – spiega Urzì, ribadisce l’importanza fondamentale del distanziamento di almeno un metro, il ricorso in tutti i casi ove ciò sia possibile al lavoro agile (che riduce il numero di presenze nei luoghi di lavoro), la sanificazione e la manutenzione degli impianti di climatizzazione, la presenza alternata ove realizzabile del personale nelle sedi di lavoro”. Gli Istituti di credito, intanto, continuano a consigliare in tutti i casi in cui ciò sia funzionale alle esigenze del cliente, l’home banking ed i canali digitali, nonché l’uso degli ATM automatici e Bancomat evoluti.

“Dal 4 maggio – aggiunge Urzì – saranno riaperte ulteriori agenzie di alcune banche, anche a giorni alterni, ma i servizi alla clientela continueranno prevalentemente su appuntamento, onde evitare assembramenti. Continueremo a vigilare attentamente sul rispetto del protocollo nella nostra Provincia, anche perché non sono mancati episodi incresciosi nelle scorse settimane: violenze e aggressioni verbali, sputi, insulti e soprusi, ma anche finti pacchi bomba (a Catania) e ruote bucate delle auto. L’emergenza legata al Covid-19, le difficoltà di imprese e famiglie e l’aspettativa creata attorno ai prestiti garantiti dallo Stato hanno esasperato il rapporto tra i clienti e gli incolpevoli dipendenti degli istituti di credito”.  

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