Coronavirus, niente denuncia ma multe salate: in Prefettura l'elenco di chi infrange i divieti

C'è chi "aspetta la fidanzata" e chi attraversa la città o più Comuni "per fare la spesa". Dal 25 marzo c'è solo una sanzione amministrativa. In Procura saltano i decreti penali di condanna già pronti e restano solo i casi più gravi, come quello di un positivo al Covid-19 trovato a spasso

“Sono uscito perché mi seccava stare in casa”, forse questa è la giustificazione che, per la sua strafottente sincerità, lascia maggiormente interdetti. Ma chi viola le misure di contenimento del contagio, come emerge dai controlli compiuti negli ultimi giorni, davvero non manca di fantasia: “Sono seduto su questa panchina perché aspetto la mia fidanzata”, ha spiegato un uomo, mentre un altro è stato quasi poetico: “Sto fumando amabilmente una sigaretta”. Ci sono però anche casi molto gravi, come quello di una persona che è stata trovata in giro per la città pur essendo positiva al Covid-19.

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Solo quest’ultimo caso, però, è rimasto di competenza della Procura, nello specifico del dipartimento “Criminalità diffusa”, coordinato dall’aggiunto Ennio Petrigni: dal 25 marzo, infatti, le infrazioni – come disposto dal governo nazionale – sono state sostanzialmente depenalizzate e vengono punite solo con una sanzione amministrativa da 400 a 3 mila euro. Procedimenti di cui si occupa la prefettura, che ha al vaglio ben oltre un migliaio di trasgressioni. In Procura resta solo ciò che ha un rilievo penale, cioè non solo la vicenda del malato a spasso, ma anche quelle in cui la violazione del blocco è accompagnata per esempio da un’aggressione o una resistenza nei confronti delle forze dell’ordine. La cinquantina di decreti penali di condanna che l’ufficio giudiziario guidato da Francesco Lo Voi aveva già predisposto nelle settimane scorse non avrà dunque seguito.

Anche se si era trovato il modo per non intasare ulteriormente il palazzo di giustizia, in realtà con la sanzione amministrativa lo Stato potrebbe incassare somme maggiori (rispetto all’ammenda da 206 euro prevista per la violazione penale) e con spese e tempi inferiori: il decreto penale di condanna doveva comunque passare al vaglio di un gip e il cittadino aveva poi anche la possibilità di opporsi.

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Come già era emerso all’inizio dell’emergenza, molte persone continuano ad andare in giro in barba ai divieti fornendo poi spiegazioni non credibili: “Sono uscito a comprare le sigarette”, ha raccontato per esempio un uomo fermato nella zona dello Stadio, ma con residenza dall’altra pare della città, a Brancaccio; “sto facendo la spesa”, ha riferito un’altra persona, bloccata a Partinico, ma residente in un altro comune della provincia, Montelepre. Tanti continuano ad autocertificare attività vietate (come “passeggiare” e “portare a spasso il cane”) oppure ad andare a fare la spesa (una delle poche cose ancora permesse), ma con tutta la famiglia al seguito.

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