A Villa Eleonora si teme escalation di contagi al virus, Razza furioso: "Capire cosa è successo"

I casi positivi Coronavirus accertati sono 17 tra i pazienti e 3 tra i sanitari. Attesi i risultati di oltre 150 tamponi. Il marito di un'infermiera: "Dopo 65 ore mia moglie potrà tornare a casa. Fino alla settimana scorsa permesse le visite, la direzione ha delle responsabilità"

L'ingresso di Villa Maria Eleonora presidiato dai vigili

Ci sono i pazienti negativi prossimi alle dimissioni, quelli risultati positivi da trasferire nelle strutture dedicate, il personale sinora “recluso” dentro la clinica privata in attesa del cambio turno e gli altri in attesa di conoscere il proprio destino. Decine e decine di persone. Vite umane, prima che numeri da potere interpretare perché fondamentali per conoscere l’entità del focolaio di Villa Maria Eleonora. Una piccola “bomba” sanitaria da affrontare per la quale ci sono in ballo oltre 200 tamponi. Nelle ultime ore sono stati raccolti i risultati dei casi di contagio da Coronavirus dentro la struttura, ma le proporzioni di questa piccola emergenza nel capoluogo siciliano non sono ancora note. "Sono molto arrabbiato - si limita a commentare l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza - ma dobbiamo capire di cosa stiamo parlando e verificare se qualcosa non ha funzionato rispetto all’interruzione delle visite e di alcune prestazioni non urgenti”.

I casi positivi accertati sino ad ora sono 17 tra i degenti ai quali si aggiungono 3 infermieri - dei quali 2 in isolamento domiciliare (già dal 7 aprile) - che saranno trasferiti all'Hotel San Paolo e messi in isolamento. I tamponi, seguiti in molti casi anche dai test sierologici, sono però tanti e sono stati inviati ai laboratori del Policlinico in tre diverse tranche. Il timore è che il dato dei contagi da Covid-19 all’interno della clinica accreditata con il sistema sanitario nazionale sia destinato a crescere. Diversi sono stati invece gli esiti negativi tra i sanitari. Presto torneranno a casa in circa 30 tra medici, infermieri e amministrativi che saranno sostituiti da altri colleghi risultati negativi. Stessa sorte per un piccolo gruppo dei 54 pazienti presenti fino a ieri nella struttura, fatta eccezione per la donna di 73 anni trasferita al “Covid hospital” di Partinico e ricoverata nel reparto di Rianimazione.

"Finalmente è arrivata la 'smonta' - racconta il marito di un’infermiera - e dopo più di 65 ore potranno tornare a casa. Mia moglie come altri colleghi aspettava dall’Asp le ultime indicazioni per l’isolamento domiciliare. Una buona notizia per me ma temo che la struttura possa essere piena zeppa di casi positivi. Dispiace constatare che la direzione, che prima aveva iniziato a comunicare con trasparenza, si sia poi chiusa in un silenzio assordante. Credo che ci siano delle responsabilità a livello gestionale, anche perché la struttura probabilmente non era perfettamente adeguata e attrezzata per affrontare la situazione. Qualcosa non ha funzionato e forse qualcun altro doveva muoversi per trasferire prima i casi negativi in altre strutture, i positivi in quelle dedicate, sanificare tutto e ripratire. Che mi risulti fino alla settimana scorsa ci sono state le visite familiari. Ma allora non chiamiamo ‘eroi’ medici e infermieri, chiamiamoli 'martiri'".

Già ieri sera l’Asp aveva dato l’autorizzazione al trasferimento dei pazienti Covid-19 positivi, come chiesto anche dalla direzione della clinica privata. "Le disposizioni dell’Azienda sanitaria provinciale vanno subito eseguite, trasferendo i pazienti positivi al Covid 19 in altre strutture idonee. E quelli non Covid vanno trasferiti entro 24 ore in altre strutture sanitarie, dice il coordinatore provinciale della Sanità privata della Cisl Fp Palermo Trapani, Rosario Lo Piccolo. "Dare subito seguito a queste disposizioni - aggiunge - permetterà di sanificare immediatamente tutti i locali e di abbassare il carico di lavoro e la tensione dei lavoratori che da molte ore si trovano dentro la struttura e per i quali. Vi chiediamo - scrive il sindacalista ai vertici della direzione - di provvedere a turni di riposo tra di essi, in attesa dei risultati dei tamponi per i quali abbiamo ricevuto rassicurazioni dall’Asp che a brevissimo sarebbero stati resi noti. Resta inteso che alla fine di questo momento cosi drammatico ognuno assumerà le proprie responsabilità sulla gestione".

Ancora poche ore e per qualche fortunato Villa Maria Eleonora non sarà più una "gabbia". Tanti però i dubbi da chiarire. "Mia sorella - spiega il fratello di una paziente - si trovava lì dai primi di aprile dopo un intervento chirurgico che per fortuna è andato bene. Dopo gli esami è risultata negativa al tampone ed è arrivata la conferma anche dagli esami del sangue. Fra non molto sarà accompagnata a casa con l’ambulanza o l’andremo a prendere noi. Lei doveva uscire già qualche giorno fa ma una notte sono entrati in stanza tutti bardati di mascherine e tute per fare gli accertamenti. In un primo momento lei e la compagna di stanza si sono preoccupate, poi è stato spiegato l’accaduto e hanno sdrammatizzato con qualche risata. Si era saputo di due casi al piano superiore, ma i dubbi su quanto accaduto sono tanti”.

La replica della direzione

"Precisiamo - si legge in una nota inviata nel pomeriggio - che nel rispetto delle circolari interne e direttive nazionali, regionali e dell’Asp dal giorno 19 marzo sono state sospese tutte le visite dall’esterno. In struttura poteva accedere solo personale sanitario autorizzato. I familiari dei degenti potevano accompagnare i ricoverati fino all’ingresso esterno dell’Ospedale. Abbiamo lavorato solo ed esclusivamente per emergenze urgenze in base alle disposizioni dell’Asp e della Regione, mentre tutta l’altra attività era già stata bloccata. Questi i dati ufficiali".

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Aggiornamento ore 18.50 // inserita replica direzione su accessi e visite

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