Coronavirus, primi casi di contagio ad Alimena e Castellana Sicula

Una ragazza di 26 anni di rientro da Dublino e un camionista di 53 anni arrivato da Bolzano. Entrambi sono tornati nell'Isola lo scorso 16 marzo e si trovano in quarantena obbligatoria. L'appello dei sindaci dei due Comuni: "Restate a casa"

Una ragazza tornata da Dublino e un camionista rientrato da Bolzano. Due nuovi casi di Coronavirus registrati in provincia di Palermo, più precisamente nei comuni di Alimena e Castellana Sicula. A darne notizia tramite le pagine sono social sono stati i due sindaci, Giuseppe Scrivano e Franco Calderaro, riferendo dei rispettivi concittadini rientrati entrambi nell’Isola lo scorso 16 marzo e ora in quarantena obbligatoria, ognuno nella propria abitazione. Eseguite le indagini epidemiologiche per ricostruire eventuali contatti.

Una volta arrivato il risultato del tampone dell’alimenese, una ragazza di 26 anni tornata dall'Irlanda, è stato il sindaco Scrivano a spiegare la situazione ai suoi concittadini in qualità di autorità sanitaria locale: "Ho il dovere di informare la cittadinanza del primo caso di contagio da Covid-19, asintomatico. Fortunatamente trattasi di persona già in quarantena per essere rientrata dall’estero ed in isolamento solitario". Poi l’ennesimo invito: "Vi chiedo con tutto il cuore di restare a casa e uscire solo per motivi indifferibili".

Come per Alimena anche il sindaco Castellana, Franco Calderaro, ha sfruttato i social dare la notizia del primo caso di contagio nel suo comune. Si tratta di un camionista 53enne tornato da Bolzano. Il tampone poi risultato positivo è stato effettuato lunedì scorso, a una settimana dal rientro. L’uomo si trova adesso in quarantena obbligatoria: "Invito la cittadinanza a continuare a restare a casa, uscire solo per l’indispensabile, igienizzarsi al meglio. Resto ottimista sul comportamento responsabile dei miei concittadini ma vi chiedo di resistere tutti insieme".

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Giovane alimenese sotto attacco: "Seguite tutte procedure"

Alla notizia del suo rientro la giovane alimenese si è dovuta difendere sui social spiegando quanto vissuto nelle ultime settimane, così da tranquillizzare tutti i compaesani, anche quelli più accaniti: "Il 16 marzo ho dovuto lasciare Dublino per fare rientro a casa. All’esclamazione 'non poteva restare all’estero?' rispondo che l’avrei preferito, ma tanto. Però determinate situazioni mi hanno costretta a tornare ad Alimena. Prima di arrivare i miei genitori si sono informati con chi di competenza e così mi sono messa subito in isolamento. I miei genitori li ho salutati dal balcone appena sono arrivata e non ho avuto nessun tipo di contatto. Sono sola da 15 giorni a casa nella mia camera con bagno incluso. Purtroppo alla scadenza dei 15 giorni sono risultata positiva al tampone, ma per fortuna (per me e i miei cari) sto bene, non ho avuto nessun sintomo. Perché ti hanno fatto il tampone se sei asintomatica? Perché tutte le persone che rientrano dall’estero e/o dal nord Italia sono sottoposte a tampone. Capisco l’allarmismo da parte di tutti voi, mi dispiace essere soggetta a questi brutti discorsi, ma la mia famiglia ed io abbiamo preso sin da subito le giuste precauzioni anche perché tengo alla salute della mia famiglia e ho due nonne che voglio proteggere finché posso. Di certo non abbiamo nessuna voglia di far espandere il virus. Per ulteriori informazioni - conclude amareggiata - non chiamate le mie nonne, i miei zii, i miei cugini, i fidanzati dei miei cugini, le mie amiche...chiamate me, mia madre e mio padre. E non diamo aria alla bocca senza sapere".
 

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