Il pos di un supermercato non funziona, niente spesa con i buoni del Comune: "Inaccettabile"

Il vicepresidente della Prima circoscrizione, Antonio Nicolao, racconta la storia di Salvatore e della sua famiglia: "Senza contanti non ha potuto comprare cibo per i suoi 3 figli"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Salvatore era in fila con guanti e mascherina davanti alla cassa di un supermercato di via Roma, pronto a pagare con i buoni spesa del Comune, ma quanto è arrivato il suo turno non ha potuto acquistare la merce perché il pos non funzionava. In assenza di contanti lui, sua moglie e tre figli sono rimasti a bocca asciutta".

A raccontare la triste disavventura di un commerciante che ha dovuto chiudere la sua attività a causa del Coronavirus, è il vicepresidente della Prima circoscrizione Antonio Nicolao. "Salvatore - prosegue - i contanti non li vede da due mesi, da quando ha dovuto chiudere il suo negozio di spremute, e li sta ancora aspettando dallo stato. Si, i famosi 600 euro destinati a chi ha un’attività o meglio a chi aveva un’attività e l'ha dovuta chiudere a causa del Covid-19. Salvatore ha provato a fare le sue rimostranze, ma non c'è stato nulla da fare: alle 20,15 ha dovuto lasciare la spesa alle casse e andare a casa senza provviste. E siccome oggi è giorno di chiusura per tutti i supermercati dovrà accontentarsi delle briciole...".

Tutto ciò, sottolinea Nicolao, "è inaccettabile". Poi domanda: "Perché non si è potuta trovare una soluzione alternativa? Forse se il supermercato avresse messo un cartello all'ingresso, sicuramente Salvatore avrebbe cambiato negozio e sarebbe riuscito a portare qualcosa da mangiare a casa per il weekend".

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