La provocazione di Confindustria: “Rinviamo le amministrative”

Il presidente Alessandro Albanese non ha risparmiato dure critiche ai candidati. "Occorre prorogare il commissariamento, fino a quando non saranno presentati programmi e soluzioni per Palermo"

Alessandro Albanese @Tm News-Infophoto

Luisa Latella come Mario Monti. Almeno secondo l’opinione di Confindustria Palermo, che auspica un commissariamento prolungato. “I partiti sono evanescenti e per queste amministrative non sono state messe in campo le energie e le idee migliori. Per questo motivo chiediamo la proroga del commissariamento e il rinvio delle amministrative fino a quando non saranno presentati programmi e soluzioni per Palermo”. È la richiesta provocatoria che oggi, nel corso di una conferenza stampa, non ha risparmiato dure critiche ai candidati “senza distinzione di partiti o appartenenza”, chiarisce il Presidente Alessandro Albanese. “La politica è in uno stato di degenarazione totale - dice Albanese - per tutelare il mondo delle imprese che rappresentiamo chiediamo di prorogare il commissariamento. “E’ una richiesta forte che facciamo perchè non vediamo fino ad ora soluzioni per affrontare il grave dissesto di Palermo”.

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Il presidente di Confindustria Palermo non nasconde la sua ira contro i candidati a sindaco che “fino adesso non hanno presentato alcun programma credibile per affrontare seriamente i problemi economici di questa città in ginocchio. E’ fin troppo chiaro che nessuno vuole affrontare veramente il problema. Noi pensiamo sia opportuno mantenere il commissariamento della città perchè non vediamo altre soluzioni. Questo permetterà alla politica di decantare in questo momento di frammentazione e confusione per tornare a cimentarsi al più presto in una nuova elezione che trovi una situazione più chiara”. E aggiunge: "Nessuno dei candidati che abbiamo sentito in questi giorni vuole affrontare questa situazione difficilissima. Noi chiediamo che la politica metta in campo i suoi leader migliori ma soprattutto i programmi migliori. Ci vuole una presa di coscienza forte. Noi rappresentiamo 530 imprese e 60 mila lavoratori che rischiano con questa grave crisi”. Per Albenese e il direttivo di Confindustria Palermo “l'unica ricetta è affrontare il problema in toto, a partire dalla Gesip che sta mettendo a ferro e fuoco la città. Bisogna dire come reperire i fondi e non si può pensare che l'unico programma possibile sia la contrattazione con il governo nazionale”.
 

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