Scontro sulla gestione del Kalhesa, sei tra condanne e rinvii a giudizio

Tutto ha avuto inizio con la denuncia di due soci che, come sostenuto dall'accusa, sarebbero stati esclusi dalle scelte importanti grazie a "un'artificiosa maggioranza" creata ad hoc. A ottobre il processo. Stabilito risarcimento danni per le parti civili

Gli interni del Kalhesa

Una lotta intestina tra soci per accaparrarsi la gestione del Kalhesa che, però, ha portato da tempo alla sua chiusura. Il giudice per l’udienza preliminare Nicola Aiello, su richiesta del pm Andrea Fusco, ha condannato ieri a 4 mesi (pena sospesa) l’avvocato Manuela Ida Gabriele, Michele Como e Domenico Marotta, giudicati con il rito abbreviato. Andranno invece a processo a ottobre il legale Pietro Ortolani, Francesca Mandalà e Maria Caruso. Secondo l’accusa avrebbero attuato un piano per creare "un’artificiosa maggioranza" ed estromettere altri due soci.

Tutto ha inizio nel 2014. I due presunti esclusi Manfredi Giangrasso e Marcello Pellerito, assistiti dagli avvocati Valeria Minà e Carmela Re, denunciano alcuni episodi ritenuti sospetti sulla gestione del locale tra la cooperativa che aveva affittato quello spazio al Foro Italico e la società che lo gestiva. Al centro dell’attenzione un verbale che secondo l’accusa sarebbe stato modificato per mettere in minoranza Giangrasso e Pellerito, escluderli  “per asseriti inadempimenti e asserita indegnità” e impedirgli di dire la loro sulle scelte che avrebbero riguardato il Kalhesa.

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Ma i presunti raggiri e gli episodi contestati non sarebbero finiti qui, tra verbali diffamatori e variazioni di bilancio con l'obiettivo - ricostruisce l'accusa - di rendere sempre più inconsistente il ruolo di Giangrasso-Pellerito nelle decisioni relative alla conduzione del raffinato pub che si affaccia sul lungomare cittadino. Il giudice ha inoltre stabilito che le parti civili debbano essere risarcite, ma la quantificazione del danno dovrà essere stabilita in sede civile.

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