“Cemento pazzo” a Mondello, condannati i dirigenti comunali: ville confiscate

Il giudice ha accolto la richiesta avanzata dal pm sul caso di lottizzazione abusiva di via Miseno. Tra gli imputati c'erano alcuni funzionari e dirigenti comunali. Prescritti i reati per due di loro. Chiesta provvisionale da 500 mila euro

La lottizzazione di via Miseno vista dal satellite

Condannati i dirigenti comunali e i proprietari delle ville per il caso del "cemento pazzo" a Mondello. Il giudice Marina Petruzzella, accogliendo la richiesta avanzata a fine febbraio scorso del sostituto procuratore Francesco Gualtieri nel corso del sua requisitoria, ha condannato gli imputati e disposto la confisca delle villette (e i terreni su cui sorgono) che sarebbero state costruite senza seguire l’iter previsto per la zona su cui insistono vincoli paesaggistici, ovvero quello secondo cui è necessaria la redazione di un piano particolareggiato o di lottizzazione. Erano imputati a vario titolo per i reati di abuso d’ufficio, falsità ideologica e lottizzazione abusiva. Prescritte le accuse contestate alla dirigente Daniela Rimedio e Fabio Seminerio.

Tra i condannati ci sono alcuni dirigenti del Comune come Lucietta Accordino (3 anni), gli ex dirigenti (attualmente funzionari) Mario Li Castri (2 anni) e Giuseppe Monteleone (2 anni). Tre anni anche per Giuseppe Orantelli e Salvatore Lupo, due per il progettista Giuseppe Tagliareni, per il costruttore e direttore dei lavori Paride Tagliareni, per il notaio Santo Di Gati e tutti i proprietari delle villette. Un anno e 8 mesi per Paola Avellone e Loredana Velardi. Un anno e tre mesi ciascuno e 50 mila euro di multa per Salvatore Di Piazza, Concetta Ravalli, Francesca Vullo, Graziano Magnanini, Maria Concetta Fontana, Cristina Magnanini, Morena e Armida Perna, Angela Corso, Cristiana Fabozzi, Maria Vittoria Mirazzita.

Alla fine di febbraio scorso l’Amministrazione, proponendo tramite l’avvocatura generale la condanna degli imputati, aveva presentato una richiesta di risarcimento danni da mezzo milione di euro nei loro confronti. "La loro responsabilità penale - scriveva l’avvocato Giovanni Airò Farulla - emerge de plano sia da tutti gli atti depositati in giudizio che dalle testimonianze assunte durante il dibattimento". Per verificare la presenza di altri abusi il collegio, composto anche dai giudici Daniela Vascello e Maria Ciringione, ha disposto la trasmissione della sentenza all’ufficio tecnico del Comune, al Genio civile, all’assessorato regionale al Territorio, alla Soprintendenza e al Consilio notarile per i provvedimenti di rispettiva competenza. 

Il giudice che li ha condannati ha condiviso la tesi sostenuta dal pm secondo cui avrebbero sfruttato una circolare creata ad hoc, la cosiddetta "circolare Schemmari", per consentire loro di aggirare le norme tecniche di attuazione previste dal vigente Piano regolatore poste a tutela dell'ambiente e degli standard urbanistici. Il giudice ha disposto inoltre una provvisionale da mezzo milione di euro che i vari imputati dovranno pagare in solido. Una sorta di acconto rispetto al danno che il giudice quantificherà in sede civile.

A far scoppiare la bufera sul caso era stato l'ex segretario generale del Comune Fabrizio Dall'Acqua che, avendo ricevuto notizia del rinvio a giudizio di alcuni dipendenti comunali, aveva nominato una commissione ispettiva per verificare l'iter burocratico seguito dalle pratiche di concessione edilizia. Ascoltato in aula come teste Dall'Acqua ha parlato di un "caso specioso" che lo aveva costretto a informare dell'accaduto l'autorità giudiziaria.

E' stata inoltre disposta la trasmissione degli atti al pm affinché possa indagare sulle “diverse ulteriori anomalie dell'iter delle pratiche lottizzatorie ed edilizie con riferimento agli atti rilasciati dalla Soprintendenza e pure relativamente alle protratte omissioni dell'ufficio tecnico di Palermo e della menzionata Soprintendenza con riguardo ai provvedimenti sanzionatori e ripristinatori del territorio di spettanza".

Sulla vicenda è intervenuto nel tardo pomeriggio anche Leoluca Orlando: "Con riferimento alla sentenza di primo grado emessa oggi dal Tribunale di Palermo in danno di alcuni dipendenti comunali - fanno sapere dagli uffici del Comune - il sindaco ha preso atto del provvedimento che ha tra l’altro riconosciuto una provisionale in favore dell’Amministrazione comunale che si era costituita parte civile. Il sindaco ha quindi dato mandato al segretario generale, al capo dell’avvocatura e al capo di gabinetto di acquisire tutti gli elementi di informazione necessari e procedere quindi a relazionare ed eventualmente proporre gli atti conseguenti per quanto di competenza dell’Amministrazione".

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