Furti di scooter e moto al Conca d'Oro, quattro condanne e un'assoluzione

Il blitz dei carabinieri con sei arresti risale all'estate del 2019. Adesso si è concluso il processo di primo grado nei confronti di cinque giovani accusati di vari colpi messi a segno nel parcheggio del centro commerciale. Assolto da ogni accusa Mirko Nappa

Da sinistra Antonio Massimo Oliva, Francesco Paolo Giuliano, Nunzio Giuliano e Antonino Majorana

Quattro condanne e un’assoluzione per la banda dei furti di moto e scooter al Conca d’Oro. Il giudice per l’udienza preliminare Claudia Rosini ha condannato quattro dei cinque imputati nel processo celebrato con il rito abbreviato nato dopo l’operazione di giugno 2019 dei carabinieri che hanno ricostruito una tentata rapina e sette furti messi a segno tra il centro commerciale di via Lanza di Scalea e un condominio di via dei Nebrodi. I mezzi rubati per effetto dello stesso dispositivo sono stati dissequestrati per la restituzione ai legittimi proprietari.

Il giudice, andando oltre le richieste dei pm, ha condannato Vincenzo Oliva (4 anni, 5 mesi, 10 giorni e una multa di 1.400 euro), Antonino Majorana (3 anni più 1.700 euro di multa), Francesco Paolo Giuliano (3 anni più 1.200 di multa) e Nunzio Giuliano (2 anni e 6 mesi più 1.200 euro di multa). Assolto da ogni capo d’imputazione Mirko Nappa, difeso dall’avvocato Elena Gallo. Un sesto imputato, Massimo Oliva, deve ancora essere processato dal tribunale.

Le immagini dei furti | VIDEO

“Il mio assistito - spiega l’avvocato Gallo - si era dichiarato innocente sin da subito. E’ stato assolto anche grazie alla perizia antropometrica fatta sui video che ha escluso il suo coinvolgimento. Era accusato dei furti di una Bmw davanti al Conca d’Oro e di una bici elettrica in un condominio di via dei Nebrodi, ma lui con questa storia non c’entrava nulla”. Per incastrare i responsabili erano risultate fondamentali le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza.

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A Vincenzo e Massimo Oliva era stato inoltre contestato il reato di ricettazione. La perquisizione eseguita allo Zen dai carabinieri in due magazzini riconducibili ai due fratelli ha permesso infatti di trovare e sequestrare merce come tablet, smartwatch, vestiti, canne da pesca, bici e stereo. Per tutti gli imputati - che hanno un’età compresa tra i 22 e i 27 anni - i sostituti procuratori Giorgia Spiri e Felice De Benedittis avevano invocato per loro condanne tra i 2 anni e 6 mesi e i 2 anni e 9 mesi.

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