Condannato il gestore del Poseidon di Cefalù, il lido va demolito

Così ha deciso il giudice Claudia Camilleri del tribunale di Termini per Giovanni Cimino, amministratore di fatto della struttura balneare. Per lui 11 mesi di reclusione e 39 mila euro di ammenda, con sospensione della pena subordinata alla rimozione delle opere abusive

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Undici mesi e 39 mila euro di ammenda per il titolare del Lido Poseidon di Cefalù. Così ha deciso il tribunale di Termini Imerese per Giovanni Cimino, condannato in primo grado per gli abusi relativi alla struttura balneare sulla quale avevano indagato, a partire da aprile 2015, gli agenti del commissariato locale. Nella sentenza di ieri il giudice Claudia Camilleri ha disposto la sospensione della pena a una condizione: le opere abusive vanno demolite. Il pm Paolo Napolitano aveva chiesto per l'imprenditore - accusato di aver realizzato opere non contemplate nella concessione demaniale marittima rilasciata e allora vigente, in violazione delle normative paesaggistiche - la condanna a 3 anni e una multa da 45 mila euro.

L’inchiesta era stata avviata nel 2015 con gli accertamenti eseguiti dagli agenti del commissariato di Cefalù. Cimino, amministratore di fatto del lido (mentre il rappresentante legale è l’anziano padre) avrebbe realizzato lavori nel lido "sul presupposto, rivelatosi poi infondato, dell'imminente rilascio di una nuova concessione che le avrebbe autorizzate". Alcune delle opere in questione erano state già in parte rimosse ma la Soprintendenza ai Beni culturali aveva anche revocato in autotutela il nulla osta rilasciato ai gestori del lido perché la struttura balneare determinerebbe complessivamente una "barriera visiva che impedisce la continuità della veduta del litorale".

A ciò si aggiunge un altro fattore che pregiudicherebbe l’immagine della zona in quanto "la copertura posta al di sopra delle strutture collocate a quota dell'arenile, per la sua profondità, nasconderebbe completamente la visione della battigia e della spiaggia su un lungo tratto della passeggiata a mare”, scriveva la Soprintendenza. L’avvocato di Cimino ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso nella speranza di ribaltare il giudizio, ma intanto l’imprenditore dovrà demolire tutto e ripristinare i luoghi riconsegnando alla collettività uno dei tratti di costa più amati dai cefaludesi.

Due settimane prima erano state depositate le motivazioni della sentenza firmata dal giudice onorario Fabio Stuppia, risalente ad ottobre 2018, che assolveva il padre dell'imprenditore nonché rappresentante legale per alcuni piccoli abusi relativi al Lido Poseidon che erano stati riscontrati dagli agenti della polizia municipale.

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