Operatore Rap sorpreso mentre si apparta in auto con una donna durante il turno, condannato

Un anno e due mesi (più 800 euro di multa) per un 64enne sorpreso dai carabinieri in via Messina Montagne: addosso aveva ancora la tuta da lavoro. Per ritagliarsi quell'intimità, il 30 dicembre 2013, l'ormai ex dipendente aveva falsificato il foglio di viaggio del mezzo a lui affidato

Un autocompattatore in uscita dal deposito di via Ingham

Avrebbe falsificato l’orario di fine turno per concedersi mezz’ora di tempo, pagata dalla Rap, per appartarsi in auto con una donna in via Messina Montagne. Tanto che addosso aveva ancora la tuta da lavoro. Il giudice della quinta sezione penale del tribunale di Palermo Nicola Aiello ha condannato il 64enne L.T. a un anno e due mesi (più una multa da 800 euro) per i reati di tentata truffa e falsificazione. Il dipendente dell’azienda che si occupa del servizio raccolta rifiuti in città era già stato arrestato cinque anni fa per un di furto di carburante che gli è costato una condanna per peculato e il licenziamento. A difenderlo l’avvocato Giuseppe Inguaggiato il quale ha annunciato che valuterà con attenzione la sentenza per presentare appello.

Il processo che si è concluso negli scorsi giorni prende il via quando i carabinieri seguono l’auto del dipendente Rap e lo trovano in circostanze inequivocabili. Era il 30 dicembre 2013 ed erano passate da poco le nove. Che ci faceva lì e perché aveva ancora l’uniforme targata Rap, in orario di lavoro, a due giorni dal Capodanno? Dai primi accertamenti sono emerse subito alcune anomalie poi diventate oggetto del processo per cui il 64enne è stato rinviato a giudizio nel novembre del 2017. Durante il dibattimento è stato acquisito il foglio di viaggio dell’automezzo affidato all’ormai ex operatore, che aveva iniziato il turno di raccolta rifiuti alle 5.20 e avrebbe dovuto terminarlo alle 9.16.

Per concedersi quella mezz’ora L.T. aveva indicato le 9.50 come orario di fine turno. E proprio mentre risultava sul posto di lavoro i carabinieri lo hanno sorpreso in auto con una donna. “Risulta dunque provato - si legge nella sentenza - che ha falsificato il foglio di viaggio dell’automezzo. L’imputato ha quindi percepito una retribuzione giornaliera completa a fronte della quale ha svolto una prestazione di servizio non ultimata a causa dell’ingiustificato allontanamento dal posto di lavoro”. A confermarlo anche il capoarea della Rap che, durante la sua testimonianza, ha confermato di aver appreso dalla portineria che la falsificazione era avvenuta.

All’inizio del processo la Rap si era costituita parte civile, ma gli avvocati della società avrebbero poi deciso di non rassegnare alcuna conclusione rinunciando all’eventuale risarcimento dei danni. Una scelta che potrebbe essere stata dettata dalla “lieve entità” del danno provocato dalla condotta del suo ex dipendente che non avrebbe potuto beneficiare della sospensione della pena per una precedente condanna per peculato. "L'azienda - fanno sapere dalla Rap - nel febbraio 2014 ha licenziato il dipendente dopo il procedimento disciplinare a seguito del furto di gasolio dai mezzi aziendali". Nel 2014 l'uomo era stato infatti sorpreso, insieme ad altre due persone, a rubare carburante da un autocompattatore aziendale. Per sua sfortuna però era stato seguito dagli agenti del commissariato Brancaccio che lo avevano subito arrestato.

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