Villa delle Ginestre, carrozzine e protesi comprate senza gara: condannato ex direttore

Giuseppe Quattrocchi, a capo della struttura di Borgo Nuovo nel biennio 2011-12, è stato ritenuto colpevole del reato di abuso d'ufficio. Con una circolare "spazzò" via due decreti di Stato e Regione. L'indagine nata da una denuncia del commissario dell'Asp Candela. L'avvocato: "Faremo ricorso"

Villa delle Ginestre, a Borgo Nuovo, vista dall'alto

Cinquantamila euro di carrozzine, protesi e busti ortopedici comprati in fretta e furia per l’inaugurazione di Villa delle Ginestre con una semplice “richiesta verbale”. Pratiche non protocollate e a volte smarrite con conseguenti ritardi nella realizzazione delle scarpe ortopediche che sarebbero servite a una bambina, ma anche “concorrenza sleale”, denunce e fisiatri invitati a preferire un’officina ortopedica a tutte le altre. C’è questo e tanto altro dietro le due sentenze di condanna per abuso d’ufficio emesse nei confronti di Giuseppe Quattrocchi, sessantenne originario di Barcellona Pozzo di Gotto, direttore tra il 2011 e il 2012 dell’Unità operativa complessa di riabilitazione ad alta specialità della struttura di Borgo Nuovo e direttore generale del Dipartimento di medicina riabilitativa dell’Asp 6 di Palermo.

I giudici della terza sezione penale, nella sentenza le cui motivazioni sono state depositate nelle scorse settimane, lo hanno considerato colpevole in entrambi i procedimenti di primo grado che si concludono con una pena cumulativa di 4 anni e 6 mesi. Oltre all'interdizione dai pubblici uffici dovrà sborsare oltre 50 mila euro tra risarcimento danni, danno d'immagine e spese legali, cui si aggiungono i risarcimenti per due parti civili. L'avvocato di Quattrocchi, Tommaso Calderone, fa sapere a PalermoToday che l'appello è stato già depositato: "Rispettiamo la sentenza ma riteniamo che il mio assistito possa essere assolto in secondo grado, dimostrando che se c'è stato un errore è stato fatto in buona fede".

Stando a quanto riferito dal legale sarebbe stato avviato un procedimento disciplinare nei confronti del dirigente medico della struttura complessa nonché capo dipartimento Attività socio sanitarie dell'azienda sanitaria messinese, poi sospeso in attesa della definizione del procedimento penale. Cercando conferme all'Asp di Messina, però, sembrerebbe che vertici e uffici non fossero stati informati né dal Tribunale né dallo stesso dottor Quattrocchi al quale, secondo una fonte confidenziale, sarebbe stato anche rinnovato l'incarico attualmente ricoperto pochi giorni dopo una richiesta di chiarimenti inviata all'Asp di Palermo sul processo che vedeva coinvolto l'ex direttore di Villa delle Ginestre.

Cinquantamila euro di carrozzine e la denuncia dell'Asp

La vicenda ha iniziato nel 2013 quando all’Azienda sanitaria provinciale arrivano tre fatture da liquidare alla Tecnorehab di Giorgio Contino. Che chiedeva all’allora commissario Antonio Candela di saldare quanto dovuto per una fornitura “urgente” fatta in vista dell’apertura del centro di alta specializzazione nel 2011. Per tutta risposta il commissario ha scritto in Procura per segnalare un abuso d’ufficio in virtù del fatto che quella fornitura era stata fatta in assenza di una regolare procedura di acquisizione beni. Secondo quanto disposto dal Codice degli appalti l’ex direttore avrebbe dovuto fare una richiesta scritta al Provveditorato e poi il Provveditore avrebbe avviato una gara ad evidenza pubblica. Ma il carattere d’urgenza, come ha tentato di sostenere dalla difesa, avrebbe avuto un logica solo in caso di manutenzioni straordinarie e comunque per un importo inferiore ai 40 mila euro. “Il Contino - si legge nella sentenza - era stato invece contattato personalmente e direttamente, secondo metodi tipicamente clientelari, senza pubblicità esterna e senza ponderarne la preparazione in comparazione con altre ditte”.

La circolare che sovrastò Stato e Regione

Al centro del secondo dei due processi, invece, una circolare risalente al 30 gennaio 2012 con cui Quattrocchi dava ai medici di Villa delle Ginestre un’indicazione che aveva fatto storcere il naso un po’ a tutti: “Tutte le prescrizioni di ausili, ortesi, protesi e presidi, dovranno essere preventivamente autorizzate dallo scrivente, previa dettagliata analisi delle patologie con precisa indicazione alla prescrizione. Qualunque atteggiamento ostativo ed omissivo alla presente verrà immediatamente sottoposto al vaglio sanzionatorio”. Un atto interno, secondo quanto rilevato dal Tribunale, in violazione del decreto ministeriale del 1999 e di un decreto dell’assessorato regionale siciliano che puntava a lasciare nelle mani dei pazienti la più totale libertà di scelta circa l’officina ortopedica cui affidarsi per protesi, attrezzature e altro ancora. Così facendo, si legge ancora nella sentenza, Quattrocchi “si arrogò un indiscriminato potere di veto sulle relative valutazioni dei medici”.

La denuncia del fisiatra: "Disposizione inopportuna e illegale"

Alla decisione dell’ex direttore si era opposto uno dei professionisti di Villa delle Ginestre, il dottore Massimo Darbisi, che considerava la disposizione ricevuta “inopportuna, illegale, lesiva della autonomia dei medici e fonte di disservizi ai danni dei malati”. Per completare l’operazione Quattrocchi aveva istituto - come emerso durante il processo - un ufficio interno alla struttura che avrebbe vagliato le richieste presentate dai pazienti o dalle famiglie, così da accentrare su di se la gestione con la giustificazione di volere contenere la spesa. Un compito, come sostenuto dall’imputato durante il processo, che gli era stato affidato dal suo superiore, l’ex manager Salvatore Cirignotta. Spesso, nonostante l’ufficio istituito appositamente, alle pratiche non veniva attribuito alcun numero di protocollo (ovvero il codice identificativo fondamentale per tracciare le istanze) e capitava anche che venissero “smarrite”.

Scarpe ortopediche per bambini e ritardi

E’ il caso di una coppia di genitori che aveva presentato la scheda progetto per le scarpe della figlia da far realizzare alla Ferranti srl. Giorni dopo, però, ai due genitori arrivò una chiamata dalla Tecnorehab che li invitava a portare la figlia per prendere le misure. Una telefonata sospetta che poi venne denunciata ai carabinieri del Nas e che causò un ritardo non da poco per una bambina alla quale un paio di scarpe ortopediche può cambiare le giornate o l’umore. “In questo passaggio dal tavolo del dottor Quattrocchi, che già da solo creava un rallentamento indebito del sistema di erogazione del servizio al disabile, non di rado - recita la sentenza - le prescrizioni dei medici si perdevano o venivano ‘confuse’, creando un surplus ulteriore di disagio ai pazienti”. Alla loro denuncia si aggiunsero anche quelle dei concorrenti della società di Contino, che nel tempo videro prediligere la Tecnorehab a scapito delle loro società.

"Ricevuta indicazione di prediligere la Tecnorehab"

“Più che pressioni - spiegava il teste Darbisi - ho ricevuto indicazioni in tal senso da parte dal dottor Quattrocchi e del suo assistente, di prediligere la ditta ortopedica Tecnorehab a discapito di altre ditte, anche perché il titolare della citata ditta Tecnrehab, tale Contino Giorgio è presidente dell’Anglat, che è un punto di riferimento all’interno del presidio ospedaliero Villa delle Ginestre”. Secondo Ferranti e Varrica, quest’ultimo titolare dell’ormai fallita Ortopedia Coam Onlus, Contino, “sin dall’apertura di Villa delle Ginestre come centro di degenza, approfittò della sua duplice veste di componente di diverse associazioni di disabili (e del fatto che queste godessero della disponibilità di una stanza all’interno della struttura) e di titolare della Tecnorehab, per stazionare costantemente con i suoi dipendenti all’interno di Villa delle Ginestre, a propagandare i suoi prodotti con i pazienti, a scapito delle ditte concorrenti ed addirittura sottraendo a queste loro clienti”.

L'ex consigliere e gli affari sulle protesi

Durante l’esame in aula, si legge ancora nella sentenza, “Contino ha riferito di aver avuto un ruolo nell’istituzione del centro. E’ paraplegico dal 1970 e si è sempre impegnato con le associazioni per i diritti dei disabili. Aveva adocchiato un’area a Borgo Nuovo, dove viveva. Negli anni ’90 era consigliere comunale e aveva ‘perorato con successo la delibera di variante urbanistica per la costruzione di quel centro ospedaliero”. In quello stesso periodo fondò la Tecnoreahab Mediterranea per fornitura prodotti ortopedici che “nel periodo in esame avrebbe raggiunto fatturati sproporzionati alle forze strutturali dell’azienda”. Contino, che non è stato indagato nell’ambito del procedimento, ha sostenuto la bontà del suo operato, affermando anche di non ricordare la circolare di Quattrocchi né la sua applicazione.

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