Travolse e uccise madre e figlia fuori dalla chiesa, automobilista condannato a 8 anni

Così ha deciso il gup per il 35enne Emanuele Pelli l'11 maggio 2018 si trovava in via Fichidindia al volante della sua Fiat Punto. Il tecnico dei pm: "Andava a 108 km/h dove il limite è 50". Ora dovrà pagarsi anche le spese per mantenersi in carcere

Il 35enne Emanuele Pelli

Otto anni di carcere per aver investito e ucciso madre e figlia. Questa la sentenza pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo Roberto Riggio nei confronti di Emanuele Pelli, 35enne condannato per omicidio stradale e omissione di soccorso per il tragico incidente avvenuto in via Fichidindia l'11 maggio del 2018. Quel giorno persero la vita Angela Merenda (43 anni) e la madre Anna Maria La Mantia (63 anni). L’automobilista, che secondo la relazione del consulente tecnico l’ufficio stava percorrendo quella strada a 108 km/h, ha potuto beneficiare di uno sconto di pena di 4 anni per aver scelto il rito abbreviato.

Era un venerdì sera come altri. Angela  e la madre Anna Maria avevano appena terminato un incontro nella chiesa evangelica “Dio con noi” in cui si erano recate per il consueto studio biblico settimanale. Dopo i saluti le due donne si erano allontanate e tenendosi sotto braccio avevano cominciato a camminare per raggiungere casa. Poi il rombo di un’auto che è arrivata ad alta velocità, accecandole con i fari e non consentendo loro di scansarsi in alcun modo. Una scena terribile alla quale hanno assistito diversi confratelli rimasti sotto shock per giorni. Anna Maria è morta sul colpo mentre il cuore della figlia ha smesso di battere poche ore dopo in ospedale.

Alla guida dell’auto c’era Emanuele Pelli, il quale durante il processo ha sostenuto di essersi fermato per poi scappare in preda al panico. Diversa la versione dei fatti fornita da chi ha assistito all’incidente: “Secondo i testimoni - ricostruiscono i responsabili della Giesse Risarcimento Danni che tramite i loro legali hanno assistito la famiglia delle due donne - il 35enne non si sarebbe neppure fermato e avrebbe proseguito dandosi alla fuga e spegnendo i fari”. Inutile il suo tentativo di far perdere le proprie tracce: l’automobilista è stato arrestato la mattina successiva dai carabinieri, mentre l’auto è stata rinvenuta dalla polizia municipale vicino casa sua.

“Davanti a giudice e Pm - ricostruiscono dal gruppo che ha assistito la famiglia delle vittime - il 35enne ha raccontato di essere uscito di casa della madre quella sera dopo aver bevuto due bicchieri di birra, per recarsi a casa. Pochi minuti dopo transitando in via Fichidindia, a causa dell’elevatissima velocità non si sarebbe neppure accorto della presenza delle due signore intente ad attraversare la strada”. Poi l’incidente. “Impaurito - continuano - si è allontanato e dirigendosi verso casa avrebbe lasciato l’auto in un parcheggio, sarebbe rientrato solo per cambiarsi e poi avrebbe passato tutta la notte per strada, gettando per sua stessa ammissione il cellulare in un cespuglio”.

Nel corso del procedimento i pubblici ministeri si sono rivolti a un tecnico, l’ingegnere Mauro Trombetta, che nella propria relazione finale avrebbe “calcolato una velocità di 108 km/h della Fiat Punto al momento dell’investimento, su una strada con limite di soli 50 km/h. Il perito ha inoltre evidenziato l’assoluta impossibilità di “trovare qualche responsabilità per l’accaduto a carico dei due pedoni” e che “se la vettura avesse percorso quel tratto a una velocità non superiore al limite vigente, l’incidente si sarebbe potuto evitare”.

Sulla dinamica, hanno influito inoltre “le pessime condizioni delle gomme, con l’evidente presenza di crepe sui fianchi, segnali di cottura dal sole e, addirittura, al mozzo anteriore destro e la presenza - prosegue l’ingegnere nella sua relazione - di un ruotino di scorta risalente all’epoca di acquisto della vettura, in condizioni ancor peggiori rispetto al restante treno di gomme”. L’auto - aggiungono infine i responsabili della Giesse Risarcimento Danni - non era mai stata assicurata dopo l’acquisto e la patente di Pelli è risultata scaduta dal 2015.

Tutte valutazioni di cui avrebbe tenuto conto il giudice che stabilito delle provvisionali in favore dei familiari di Angela Merenda e Anna Maria La Mantia, decretando inoltre la confisca del mezzo, la sua distruzione e la revoca della patente. Pelli dunque resterà nel carcere in cui è detenuto dalla mattina successiva all’incidente e dovrà pagarsi anche le spese di mantenimento per la detenzione.

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Commenti (19)

  • 8 anni? Ma come si fa porca miseria viviamo in una di me.......a. Ci vogliono leggi più severe. Se ammazzi una persona con l'auto ti danno così poco? Questi sono degli "assist" per cerca vendetta o altro. Complimenti a chi fa queste c.....o di leggi vergognatevi.

  • Per chi sentenzia senza capire un ciufolo: Il reato di omicidio stradale è punibile con reclusione da 2 a 7 anni, quello di omissione di soccorso, con reclusione da 6 mesi a 3 anni.

  • Avatar anonimo di Klauss
    Klauss

    a 108? a 108????????? spero che per tutta la vita possa piangere nel rimorso..ma visto la faccia che ha ne dubito..

  • Ma solo leggendo i commenti delle Persone, non si vergognano? Le lamentele di queste pene sono ovunque, anche in tv... e nessuno ne prende atto. Umanamente come si fa a dare così poco a questo disgraziato che ha spezzato una famiglia?

    • Le pene vengono stabilite in base alle lamentele? Un consiglio, posi quel cellulare e faccia meno selfie!

  • Un folle omicida.

  • Le solite sentenze di ***a quello è un nulla facente che va giro con un auto che non dovrebbe circolare senza assicurazione come c'è ne sono tante e si riconoscono subito lui dovrebbe fare 30 anni

  • Basta guardare la faccia che ha

  • Che schifo 8 anni 4 a persona con fuga senza assicurazione e patente, e . Vorrei vedere se erano i familiari di un magistrato sentenza scandalosa si continuer a morire . Tanto fra poco è fuori e gli altri non avrano paura dì essere fuori ogni regola . Ingiustizia ha chi vuole giustizia

    • Quello che è veramente SBAGLIATO è la legge sul rito abbreviato. Non esiste che si dia uno sconto di pena al solo scopo di accorciare i tempi dei processi, è un compromesso disgustoso!!

    • Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: oggi esiste il reato di omicidio stradale, che fino a poco tempo fa non esisteva. Meglio di niente...

      • È vero, è meglio di niente, ma questo poco poggia sul niente e questo è un grosso problema per avere una giustizia giusta.

  • Avatar anonimo di nino.m
    nino.m

     8  anni soli 4 anni anni per  una vita umana tolta  per  un comportamento anti sociale   , un applauso alla corte  per lo sconto di pena

    • Avatar anonimo di Marco Di Pasquale
      Marco Di Pasquale

      Scegliendo di procedere con rito abbreviato (facendo così risparmiare la magistratura) , per legge scatta lo sconto pari a 1/3 della pena. Lo so è scandaloso  purtroppo c'è una legge che lo consente. 

  • La vita di due donne uccise da uno strn@@ senza patente, senza assicurazione, che si crede padrone delle strade, correndo irrispettoso della vita altrui, pagata con soli 8 anni di carcere!....questo è il Paese delle banane......VERGOGNA!!!!

    • Paese delle banane 

  • Avatar anonimo di toni x
    toni x

    8 anni?solo in italia....quindi 4 anni a persona....sai che vi dico?ne approfitto.

  • Io non so la situazione patrimoniale di questa persona, ma se non è assicurato ed è nullatenente e nullafacente dovrebbe pagare il Fondo G.V.S nella veste di assicurazione. Il patteggiamento non dovrebbe esistere in uno stato forte ed autoritario. Questo denota la debolezza della nostra legge e tutti i cavilli per aggirarla. Questo fra meno di 8anni sarà libero di ammazzare altre persone ed in tal caso io gli darei minimo 30anni

  • Giusto! Bene! È ora di dare il buon esempio! Solo così si educa il cittadino! L’automobile è un’arma da non sottovalutare.

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