Doppia indennità da sindaco e deputata, confermata condanna a Simona Vicari

Così hanno deciso in Appello i giudici della terza sezione civile. Sotto la lente il periodo in cui l'architetto 52enne era sindaco di Cefalù e deputato regionale tra i banchi di Forza Italia. Dovrà restituire al comune normanno 218 mila euro

L'ex sottosegretario ai trasporti Simona Vicari

Tardivo e inammissibile il ricorso presentato dall’ex sottosegretario ai trasporti Simona Vicari: dovrà risarcire al comune di Cefalù 218 mila euro. Si conclude così il processo d’appello davanti ai giudici della prima sezione civile del tribunale di Palermo che hanno condannato l’ex sindaco della cittadina normanna a restituire quanto avrebbe indebitamente percepito dall’amministrazione comunale. Sotto esame il periodo l’architetto 52enne avrebbe cumulato i rimborsi delle indennità di carica e poi di funzione come prima cittadina (da dicembre 1997 a giugno 2002) e come deputata all’Ars tra le fila di Forza Italia. 

Alla condanna di primo grado emessa a novembre del 2014 l’ex deputata, assistita dall'avvocato Riccardo Mancuso Lo Sardo, aveva presentato ricorso facendo leva - fra le altre cose - su alcuni presunti problemi tecnici e un difetto di notifica della sentenza inviata tramite Pec. “Sia il messaggio di posta elettronica che la relazione di notifica - scrivono però i giudici - contengono tute le indicazioni previste. In particolare è stata prodotta la relazione di notificazione redatta su documento informatico separati, sottoscritto con firma digitale e allegato al messaggio”.

"La vicenda non può dirsi definitivamente risolta e men che mai chiarita. La corte d’appello - ha dichiarato Simona Vicari - non è entrata nel merito della controversia e ha rigettato l’appello  perché sarebbe stato presentato fuori termine. Un errore procedurale che non mi ha dato la possibilità di far valere le mie ragioni. Pertanto non parlerei di alcuna 'vittoria' della controparte. Valuteremo, nei prossimi giorni, come far valere le nostre motivazioni nei confronti della sentenza di primo grado".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In attesa che i legali difensori decidano se portare il caso in Cassazione il sindaco Rosario Lapunzina, al suo secondo mandato consecutivo, ha preferito non commentare la sentenza: "Al mio insediamento abbiamo trovato debiti per decine di milioni di euro dovuti alla passata gestione. Questa ingente somma entrerà nelle casse comunali e sarà a disposizione della commissione straordinaria di liquidazione per la definizione del dissesto finanziario". A rappresentare il Comune gli avvocati Giancarlo Pellegrino e Sandro Di Carlo (foto in basso).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mazzette per pilotare appalti da 600 milioni, trema la sanità siciliana: 10 arresti

  • Tragedia per una mamma palermitana: bimbo di 10 anni muore incastrato in un cassonetto per indumenti

  • L'incidente di Bonagia, lacrime a "Dallas": morto diciottenne

  • E' subito folla alla Vucciria, Taverna Azzurra quasi come in periodo "pre-Covid"

  • Donna incinta positiva al Coronavirus ricoverata al Cervello: è tornata a Palermo da Londra

  • Coronavirus, finalmente ci siamo: per la prima volta zero contagi in Sicilia

Torna su
PalermoToday è in caricamento