Mazzette al Comune: cinque arresti Decisiva la denuncia di un giostraio

Coinvolti tre dipendenti del settore Urbanistica ed Edilizia e due liberi professionisti. Un'associazione incassava tangenti per velocizzare l'iter delle pratiche amministrative. Cammarata: "Fatto gravissimo"

Palazzo delle aquile, sede del Comune

Un altro caso di presunte tangenti al Comune. Tre dipendenti e due liberi professionisti sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile nell'ambito di un'indagine su presunte mazzette che sarebbero stato versate per il rilascio di autorizzazioni in favore di imprenditori o commercianti. I cinque indagati, ai quali sono stati concessi i domiciliari, devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla concussione, corruzione e falsità ideologica. Gli arrestati sono: M.T., N.C. e A.G.G.. I professionisti coinvolti, invece, sono l'architetto M.P. e il geometra F.L.. Si tratta della seconda indagine in poche settimane su presunte mazzette dopo quella che ha riguardato un funzionario del  Comune e suo figlio.

Gli ordini di custodia cautelare, firmati dal Gip Ferdinando Sestito su richiesta del Pm Ennio Petrigni che ha coordinato l'inchiesta insieme al procuratore aggiunto Leonardo Agueci, sono stati eseguiti dagli investigatori della sezione reati contro la Pubblica Amministrazione.

L'inchiesta ha svelato l'esistenza di un'associazione a delinquere che incassava mazzette per velocizzare l'iter delle pratiche amministrative del Comune. In particolare nel settore Servizi alle Imprese e nel settore Urbanistica ed Edilizia. L'indagine, avviata nel 2009, ha preso spunto dalla dichiarazioni di un gestore di giostre che aveva denunciato le richieste di denaro da parte di un geometra in servizio presso il Comune. In particolare, sin dagli anni '90, sarebbe stato richiesto prima il pagamento di un milione e poi di cinquecento euro al mese per evitare intoppi nel rinnovo periodico della licenza.

Dopo la denuncia sono subito scattate le indagini e le intercettazioni della Squadra Mobile, coordinate dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Ennio Petrigni. Ne è emerso un quadro sconcertante: i tre dipendenti pubblici gestivano l'istruttoria per il rilascio di autorizzazioni e licenze su aree pubbliche per attività commerciali (mercatini rionali, edicole, chioschi, impianti stagionale e bar) e dai professionisti privati incaricati di redigere i relativi progetti.

"L'arresto di tre dipendenti comunali – ha dichiarato il sindaco di Palermo Diego Cammarata - coinvolti in una vicenda di mazzette è un fatto gravissimo che arreca non solo un danno materiale all'amministrazione ma anche un danno evidente all'immagine della grande maggioranza di dipendenti onesti che quotidianamente fanno il loro dovere con scrupolo e nella piena osservanza della Legge. Siamo naturalmente a fianco della magistratura e speriamo che l'indagine faccia al più presto piena luce sugli illeciti perpetrati a danno del Comune e della citta'". Il sindaco ha già dato mandato all'ufficio legale di predisporre sia la costituzione di parte civile contro gli arrestati sia ogni altra iniziativa a tutela del Comune di Palermo.

 

 

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