L'omicidio Mattarella, 40 anni di silenzi: da oggi il Giardino inglese porterà il suo nome

Il capo dello Stato Sergio Mattarella, fratello del governatore ucciso dalla mafia nel 1980, è arrivato a Palermo per partecipare a una seduta commemorativa all'Ars. Tra i presenti il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano: "Se siamo qui è perché la mafia quella guerra non l'ha vinta"

Al microfono il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, davanti al Giardino inglese

"E' ancora possibile tentare di dare un nome e un volto al killer di Piersanti Mattarella". Lo ha detto all'Adnkronos Antonino Di Matteo, componente del Csm, in occasione del quarantesimo anniversario dell'agguato mortale all'ex Presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella. Questa mattina suo fratello, il capo dello Stato Sergio Mattarella, ha raggiunto Palermo dove oggi il Giardino inglese è stato intitolato all’ex governatore ucciso dalla mafia. Alle 9 è stata anche deposta una corona di fiori accanto alla lapide commemorativa di via Libertà. Tra i presenti anche il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano. Il Presidente alle 11.30 si è arrivato all'Ars dove ad accoglierlo c'era Gianfranco Miccichè.

Piersanti Mattarella venne ucciso il 6 gennaio 1980 davanti agli occhi della moglie, Irma Chiazzese. Fu proprio la vedova a riconoscere in Giuseppe Valerio "Giusva" Fioravanti il presunto killer. Ma il 17 febbraio del 1998 i giudici d'appello confermarono l'assoluzione dell'esponente del gruppo eversivo Nuclei Armati Rivoluzionari e la pista neofascista - basata su un presunto scambio di favori tra mafia e terrorismo di estrema destra - è finita nell'archivio del palazzo di Giustizia di Palermo.

"Ci sono stati numerosi elementi di prova che indicavano Fioravanti come killer di Mattarella - ha sottolineato Leonardo Agueci, il magistrato che rappresentò l'accusa nel processo d'appello per l'omicidio dell'ex presidente della Regione Sicilia - ora, tutti questi elementi, che in altre situazioni probabilmente sarebbero stati sufficienti per ritenere la responsabilità di un individuo, in questo caso, perché non sono state ritenute valide? Perché hanno trovato come ostacolo un ragionamento esterno, cioè che la mafia non poteva tollerare che un'azione così eclatante la presenza attiva di un soggetto che non ne facesse parte. Il vero argomento che viene citato nelle sentenze è questo".

Fioravanti: "Falcone non credeva alla mia colpevolezza"

A 40 anni di distanza si conoscono i nomi dei mandanti, i più importanti boss di Cosa nostra, ma non del killer che il 6 gennaio del 1980 in via Libertà sparò e uccise il giovane governatore che voleva governare con le "carte in regola". Piersanti Mattarella aveva firmato in Sicilia leggi di riforma della burocrazia e della contabilità regionale, ma anche una la legge edilizia e di riforma delle norme sugli appalti. "Sappiamo che si sono riaperte inchieste che gettano ombre inquietanti sull'intreccio tra mafia e politica. Attendiamo fiduciosi gli esiti ma sappiamo benissimo cosa significò quell'assassinio che fu una dichiarazione di guerra, un atto di guerra della mafia allo Stato“ ha dichiarato il ministro Provenzano intervenendo alla commemorazione.

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"Vi racconto il mio amico Piersanti"

"Le ragioni per cui è stato ucciso Piersanti Mattarella sono ancora attuali. Se siamo qui è perché la mafia quella guerra non l'ha vinta, le istituzioni - ha aggiunto il ministro - hanno reagito abbattendo e sconfiggendo il braccio militare di Cosa nostra.Se la mafia non ha vinto però non ha neanche perso perché il suo potere di infiltrazione è ancora presente. Il lavoro di Piersanti Mattarella deve essere completato: abbiamo bisogno di una Sicilia e di un Sud efficiente e formare una nuova classe dirigente che rompa le connivenze per cui Mattarella si è battuto".

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