Sindacalista ucciso dalla mafia alle spalle della Cattedrale, Palermo ricorda Orcel

Al dirigente sindacale, assassinato il 14 ottobre 1920, è stata intitolata la Camera del lavoro di Palermo e una sezione del Partito comunista. I killer sono ancora ignoti

Commemorazione in via Del Collegio Giusino per ricordare Giovanni Orcel, il sindacalista ucciso dalla mafia il 14 ottobre 1920. Il dirigente sindacale Fiom Cgil, nato a Palemo il 25 dicembre 1887, nel marzo del 1919 viene eletto all’unanimità nella segreteria della Fiom, il sindacato che raccoglieva gli operai metallurgici e affini, prima come vicesegretario e poi come segretario generale. Muore nella notte tra il 14 e il 15, anche per la mancata assistenza all'Ospedale San Saverio dove viene ricoverato dopo il delitto: al suo arrivo non si trovano i primari. 

A Orcel è stata intitolata la Camera del lavoro di Palermo e una sezione del Partito comunista che successivamente ha aderito a Rifondazione comunista. Nel 2007 la Camera del lavoro, la Cgil Sicilia e il Centro Impastato hanno collocato una lapide sul luogo del delitto.

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L'OMICIDIO. Gli assassini del sindacalista sono ignoti. Il mandante del delitto sarebbe stato Sisì Gristina, capomafia di Prizzi, poi ucciso. Da una lettera anonima, indirizzata nel novembre del 1920 a un sindacalista trapanese, Pietro Grammatico, risulta che la linea Alongi-Orcel dell'unità contadini-operai preoccupava la mafia. La lettera, infatti, riporta la minaccia "farete la fine di Orcel". 

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