"Lo Stato divora i suoi figli", a sei anni dalla morte il ricordo di Norman Zarcone

Nella rotonda a lui dedicata la commemorazione del dottorando morto dopo essersi lanciato da una finestra all'Università. Il padre Claudio: "Esiste un problema di merito che riguarda l'Università". In piazza Bologni il concerto "In memoria di Norman"

Rifiutò la logica del baronato che toglie "ossigeno" alla meritocrazia, dimostrando la sua contrarietà con il più estremo dei gesti. E' stato ricordato oggi il dottorando Norman Zarcone, morto nel 2010 dopo essersi lasciato cadere da una finestra della facoltà di Lettere e Filosofia. La cerimonia commemorativa si è svolta stamattina presso la rotonda a lui intitolata in via San Giovanni di Dio, alla presenza delle istituzioni comunali e accademiche. Claudio Zarcone, padre del 27enne suicida, ha sottolineato: "Mio figlio è morto nel 2010, ma muore anche oggi, muore ogni giorno perché lo Stato, questo Stato nel quale credo e nel quale ha creduto Norman, troppo spesso divora i propri figli come Crono. Esiste un problema di merito che riguarda l’università italiana".

Nel corso della cerimonia il padre di Norman ha presentato il libro dedicato al figlio "La sinuosa danza dell’infelice coscienza", mentre stasera, alle ore 20.30, in piazza Bologni ci sarà spazio per il concerto "In memoria di Norman". Si esibiranno: Pino Messina (folksinger), Eleonora Militello e Stormyweathers e la Norman Zarcone Rock Orchestra. "Giovane e brillante filosofo, interprete dei valori positivi della nostra società, che a complicità e silenzi, volle opporsi con lacerante decisione". Questa l’epigrafe sulla lapide che campeggia nel tratto che collega corso dei Mille a Brancaccio, teatro della cerimonia cui oggi hanno partecipato l’assessore comunale Giuseppe Gini, il rettore Fabrizio Micari, il vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia Teresa Di Fresco, il presidente della II circoscrizione Antonio Tomaselli e l’assessore alla Cultura del Comune di Alimena Mari Albanese.

"La nostra Amministrazione - ha dichiarato Gini - ha voluto prestare grande attenzione a ciò che Norman, con il suo tragico gesto, ha voluto denunciare: il disagio che oggi i giovani vivono e la tematica della meritocrazia, che deve governare il futuro della città, dell’università e dell’intera società". Per il rettore Micari quello del merito è un problema da affrontare: “"Questa generazione ha delle difficoltà di collocazione, di inserimento nel mondo del lavoro dopo il completamento degli studi, nel capire anche il proprio ruolo ed avere una prospettiva chiara e delle certezze che probabilmente la nostra generazione non ha vissuto. Per questo, non possiamo lasciare soli questi ragazzi".

Teresa di Fresco ricorda che "Norman aveva sostenuto e superato un colloquio propedeutico per l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti pubblicisti, era un ragazzo brillantissimo che tutti abbiamo potuto apprezzare. Per questo, da qualche anno, l’Ordine ha istituito delle borse di studio per neo colleghi che si distinguono per la loro preparazione e la loro voglia di fare". L’assessora alla cultura di Alimena, Mari Albanese, ha invece sottolineato l’amicizia che la lega alla famiglia di Norman, "la cui vicenda umana mi ha colpito particolarmente. Il merito, purtroppo, continua ad essere negato alla nostra generazione. A nome dell’Amministrazione comunale di Alimena, rendo noto che ci impegneremo ad organizzare ad ottobre una giornata in sua memoria e, perché no, a dedicargli un luogo della memoria nel mio paese".

"Sin dal nostro insediamento - ha dichiarato Tomaselli - abbiamo cercato di ricordare al meglio Norman, cercando di aiutare il Comune nel dare attenzione a questo luogo, che ha bisogno, oltre alla manutenzione straordinaria più volte effettuata dal Comune, anche di una manutenzione ordinaria con il contributo di Reset e Rap. Il consiglio circoscrizionale, proprio oggi, mantenendo fede ad un impegno preso l’anno scorso, ha votato, e consegna oggi all’Amministrazione comunale, una delibera per la realizzazione nelle mura perimetrali della rotonda, dei murales che conferiscano maggior decoro a questo luogo".

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