Ucciso in servizio con un fucile da caccia: messa in ricordo dell'appuntato Cavoli

Il suo assassino, con problemi psichici, fu arrestato subito dopo l'omicidio. La vedova del militare, in ricordo del marito, ha deposto un cuscino di fiori offerto dai colleghi sotto la targa a lui dedicata che si trova nella stazione dei carabinieri di Montemaggiore Belsito

L'appuntato Giuseppe Cavoli il 21 gennaio 1983 fu ucciso da Giuseppe Zanghì a Montemaggiore Belsito mentre si trovava in servizio. Cavoli era a bordo di una Fiat Campagnola, guidata dal brigadiere Siviero Antonio. In auto c'erano anche il comandante Santo Gambino, che sedeva accanto all’autista. L’appuntato, invece, era seduto dietro. Quando fu colpito a morte, con un fucile da caccia calibro 12, erano le 19.30 e l'auto stava transitando in corso Re Galantuomo. L'autista rimase ferito. Zanghì, con problemi psichici, fu arrestato subito dopo l'omicidio.

Questa mattina in suo ricordo, nella Basilica di Sant'Agata è stata celebrata una messa alla presenza della vedova Giovanna Candido, dei figli Alessandro, Loredana ed Emiliano (maresciallo maggiore dei carabinieri in servizio nel centro cinofili di Firenze), delle autorità locali civili e militari e di una rappresentanza dell’arma in congedo. A seguire, nella stazione dei carabinieri, alla presenza del sindaco Antonino Mesi, la signora Candido ha deposto, sotto alla targa dedicata al marito, un cuscino di fiori offerto dai militari.

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Commenti (1)

  • Articolo borderline.

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