Liliana Segre cittadina onoraria di Palermo: "Per aggirare le leggi razziali papà si finse palermitano"

La senatrice a vita, superstite dell'Olocausto, ha dedicato il riconoscimento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "un faro in questo momento" e ha sottolineato che adesso "diritto di cittadinanza e la dignità della persona vengono spesso negati anche da atti concreti di carattere razzista"

La senatrice a vita Liliana Segre e il sindaco Leoluca Orlando

Da oggi Palermo ha una cittadina in più: la senatrice a vita Liliana Segre. La cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuta a Palazzo delle Aquile. "Voglio dedicare questo momento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, faro in questo momento in Italia - ha commentato -. Quando gli ho detto che il sindaco Orlando mi avrebbe conferito la cittadinanza onoraria, mi ha risposto: 'Allora saremo anche concittadini. Con le nostre teste bianche'".

"Il mio rapporto con Palermo e la Sicilia - ha raccontato la senatrice, superstite dell'Olocausto e attiva testimone della Shoah -  non è mai stato solo quello di una cittadina italiana legato alla storia, alla cultura e all'arte ma ci sono anche motivi particolari. Qualcosa di strettamente legato alla parte più drammatica della mia vita nell'Italia fascista. In base alle leggi razziste del '38 e anche dopo all'inizio della guerra, che prevedevano l'espulsione per i cittadini italiani ebrei. Io e mio padre dovevamo fuggire in Svizzera. Per fare questo papa si era procurato documenti falsi che attestavano che entrambi risultavamo nati a Palermo".

"Da palermitana falsa destinata ai campi di sterminio a palermitana d'adozione c'è una grande differenza", ha aggiunto Segre visibilmente commossa. segre orlando2-2Non è mancato un riferimento ai temi di stretta attualità. "La cittadinanza che oggi mi avete dato - ha sottolineato Liliana Segre - è in controtendenza in tempi in cui invece il diritto di cittadinanza e la dignità della persona vengono spesso negati dalla nazione ma anche da atti concreti di carattere razzista e discriminatorio. Anche in questo caso non mancano precedenti e mi riferisco alle leggi razziali del 38 che stabilivano che gli appartenenti alla razza ebraica erano stranieri. Un pensiero ai giovani di cui mi considero nonna ideale dico che il concetto di cittadinanza ha un duplice significato: è un diritto da una parte di tutti i cittadini ma anche una responsabilità. Un pensiero particolare va a quei bambini, nati da genitori stranieri, che crescono con i nostri nella stessa scuola, ma scoprono amaramente di essere nonostante tutto, diversi".

Alla cerimonia hanno preso parte gli alunni e la professoressa Rosa Maria dell'Aria della scuola Vittorio Emanuele III. La docente era stata sospesa dal provveditore per omesso controllo su una ricerca presentata da alcuni alunni che avevano paragonato le leggi razziali del '38 al decreto Sicurezza. Presenti anche il prefetto Antonella De Miro, l'assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla e i vertici delle forze dell'ordine. 

Particolarmente coinvolto anche il sindaco Leoluca Orlando. "Ho una grande emozione che non è di rito, ma un modo per comunicare l'orgoglio di questa città di potere avere tra i propri cittadini la senatrice Segre - ha detto -. La sua presenza è la conferma che noi dobbiamo aver cura, e non paura, di chi è più debole e più povero di noi. Siamo tutti splendidamente diversi e uguali perché siamo esseri umani".

Al termine della cerimonia, la neo palermitana Liliana Segre ha sostato davanti al vagone della memoria che si trova nell'area esterna dell'ex deposito delle locomotive. Il vagone è dedicato a tutte le vittime dell'Olocausto. 

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