L'Arma ricorda Guerrino Miglioranzi: il ragazzo del Nord ucciso a Cinisi

La sera del 16 aprile 1945, dopo aver scoperto i responsabili di una rapina, il giovane militare venne ucciso in un conflitto a fuoco. La cerimonia di commemorazione alla presenza di autorità civili, militari e dei familiari del carabiniere originario del Veneto

Un momento della commemorazione

La sera del 16 aprile 1945, dopo aver scoperto i responsabili di una rapina, è stato ucciso in un conflitto a fuoco con due banditi. Così è morto ammazzato il brigadiere Guerrino Miglioranzi, classe 1917, veronese di Dossobuono di Villafranca, assegnato alla stazione dei carabinieri di Cinisi dopo l'arruolamento. 

Nel rapporto giudiziario sull'eccidio, il comandante della stazione dell’epoca, tratteggia la figura del giovane brigadiere con queste parole: "Intelligente, istruito e coraggioso, schiavo del dovere godeva la stima di quanti ebbero l’onore di conoscerlo. Diverse volte il sottoscritto lo aveva pregato di usare più prudenza nel servizio, ma lui rispondeva che la sua vita non gli importava perché voleva togliere dalla società chi la disonorava". Il 7 gennaio 1947, per il gesto eroico compiuto al costo della vita, Miglioranzi ha ricevuto la medaglia d’argento al valor militare alla memoria.

Una pagina ingiallita di storia, che s'iscrive in piena epoca di banditismo, dai più dimenticata. Non dall'Arma, che anche quest'anno ha ricordato Guerrino Miglioranzi con una corona di fiori deposta nella lapide di marmo posta sul muro della caserma di Cinisi. Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo; il comandante della Legione Carabinieri Sicilia, generale di brigata Riccardo Galletta; una rappresentanza del Consiglio comunale; dell’Associazione nazionale carabinieri in congedo; il comandante della stazione di Cinisi, maresciallo capo Massimiliano Diamanti; un gruppo di studenti delle scuole elementari dell’Istituto Comprensivo “Ten. Anania” di Cinisi, accompagnati dalla dirigente scolastica, nonché i familiari del militare originari del Veneto.

Nella circostanza, alle parole con cui il sindaco Palazzolo ha richiamato il ruolo di sostegno allo Stato storicamente esercitato dall’Arma sono seguite quelle del generale Galletta, che ha sottolineato come l’Arma non dimentica i suoi eroici caduti, incoraggiando i giovani studenti a difendere i valori della legalità, accogliendone la sfida e vincendola. E il ricordo non può che andare al ragazzo del Nord venuto in Sicilia a servire lo Stato e a quella sera del 16 aprile 1945. Con la storia che si fa nuovamente cronaca e racconta gli ultimi attimi di vita di Miglioranzi.

Dalla scoperta dei responsabili della rapina (perpetrata pochi giorni prima nelle campagne limitrofe a Cinisi) all'alt intimato ai due malfattori in via Domenico Giunta, all’incrocio con via San Pietro, fino al conflitto a fuoco. Cinque i colpi esplosi all’indirizzo del brigadiere, che ha risposto imbracciando e sparando dal suo moschetto prima di accasciarsi in strada mortalmente ferito. Vani i soccorsi, Miglioranzi è morto durante il trasporto in caserma. 

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