Rotoli, si rompe il forno crematorio: stop al servizio

A renderlo noto è Maurizio Li Muli, presidente della So.Crem, che denuncia: "Alla famiglia di un nostro socio è stato negato il deposito e l’agenzia funebre ha subito proposto di trasferire la salma a Messina con un costo di circa 800 euro"

Foto archivio

Il forno crematorio del cimiterio dei Rotoli è nuovamente guasto, non vengono accettate nuove richieste ed è impossibile lasciare le salme in deposito in attesa che l'impianto torni in funzione. A renderlo noto è Maurizio Li Muli, presidente della So.Crem, l'associazione no profit che promuove e raccoglie le volontà testamentarie sulla scelta cremazionista dei propri soci. "Ancora una volta - dice Li Muli - a pagare sono le famiglie di chi ha scelto la cremazione come scelta finale costringendole a ulteriori spese.  Ci siamo ormai abituati, ogni anno c’è sempre un guasto che ferma l’attività. Alla famiglia di un nostro socio giorno fa è stato negato il deposito e l’agenzia funebre ha subito proposto di trasferire la salma al crematorio di Messina con un costo di trasporto di circa 800 euro, che si sommano a tutto il resto".

Li Muli-2Secono Li Muli "questi frequenti guasti hanno reso l’impianto di Palermo l’ultimo in Italia, nonostante la scelta cremazionista anche da noi sia in continua crescita. L'impianto è oltremodo vecchio, nato per altri scopi e deve essere sostituito e ampliato, sembra strano ma solo poche settimane il Consiglio comunale e la Giunta hanno rifiutato un project financing di privati che prevedeva la costruzione di un nuovo crematorio. Per noi di So.crem non è importante chi sia il gestore, pubblico o il privato, ma è importante che venga sempre mantenuto il rispetto e l’etica della scelta cremazionista, affinché questa non diventi un mero smaltimento". "Ci rendiamo conto - prosegue - delle difficoltà che l’amministrazione pubblica ha nella gestione di questo crematorio e quindi come abbiamo già detto all’assessore Catania, nel nostro convegno di qualche settimana fa, siamo pronti a collaborare con l’amministrazione anche per gestire servizi 'gratuitamente' con l’unico scopo di salvaguardare la scelta cremazionista dei soci. Intanto, però, nell’immediato l’amministrazione non può lavarsene le mani, non può solo comunicare un guasto e lasciare le famiglie con aggravi di spesa importanti, pertanto chiediamo ufficialmente che le spese di trasporto delle salme al crematorio di Messina, attualmente quello più vicino a Palermo, siano effettuate a spese del Comune. Mi sembra il minimo che l’amministrazione possa fare per rispondere a una precisa responsabilità che le deriva dal non avere in questi anni tenuto in considerazione che un impianto così vetusto ponga più problemi che altro. Tutto questo con la speranza che quanto scritto nel piano triennale delle opere pubbliche sulla realizzazione del nuovo crematorio, diventi presto una realtà".

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