Chiusa la pizzeria Impastato a Villagrazia di Carini: licenze irregolari

Diverse le contestazioni: le licenze sono state rilasciate dal Comune di Cinisi invece che da quello di Carini, riscontrate carenze igienico-sanitarie e dell'amianto sul tetto. Il titolare: "Le licenze sono state richieste da mio padre 50 anni fa, se ne accorgono solo ora?"

La pizzeria Impastato

Chiusa la pizzeria gestita dalla moglie di Giovanni Impastato, il fratello di Peppino sulla statale 113 a Villagrazia di Carini. Le contestazioni sono diverse: le licenze sono state rilasciate dal Comune di Cinisi invece che da quello di Carini, che ha competenza territoriale. Inoltre, all'interno dei locali sono state riscontrate carenze igienico-sanitarie. Sarebbero state fatte anche delle modifiche strutturali non autorizzate. Le attività - pizzeria, alimentari e tabacchi - sono ferme da circa un mese, ma la notizia è trapelata solo oggi. 

"Le licenze - dichiara a PalermoToday Giovanni Impastato - sono state richieste da mio padre 50 anni fa al comune di Cinisi che le ha concesse perché allora si pensava che metà del locale fosse in territorio di Cinisi, quindi mio padre chiese al nostro comune. Dopo più di 50 anni hanno scoperto che non abbiamo le licenze sul territorio di Carini. Io praticamente rappresento un abusivo totale per il Comune". Si tratta delle licenze per vendere tabacchi, alcolici e super alcolici, per l'edicola e la pizzeria. 

"Sono stato anche sanzionato - continua il fratello di Peppino - e ho dovuto richiedere tutte le licenze al comune di Carini. Non voglio fare la vittima ma la colpa non è mia. Le licenze a suo tempo furono rilasciate dalla Questura, dal monopolio di stato (per i tabacchi) e dal Comune di Cinisi".

Impastato sta cercando di rimediare anche sulle carenze igienico-sanitarie dei locali: "Ho fatto il bagno per i disabili a norma, sto ripristinandio il tetto perchè ci sono le infiltrazioni. Sto chiudendo la cucina perchè va adeguata alle norme. Tra dieci, 15 giorni dovrei poter riaprire". Sul tetto del locale c'è dell'amianto e bisogna smaltirlo: "Aspetto l'autorizzazione per farlo. Sul locale io non c'entro, non è mio, io sono in affitto". Tutto ha avuto inizio da un esposto anonimo. "In questo locale sono venuti Saviano, Don Luigi Ciotti e ci sono delle iniziative legate all'antimafia ogni estate quindi - conclude Giovanni Impastato - questo è un posto scomodo. E in questo locale ho subito anche degli attentati". 

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