Centro d'accoglienza per migranti, residenti in subbuglio all'Acquasanta

Coro di "no" per l'apertura di una struttura che dovrebbe sorgere in via cardinale Rampolla. Monta la protesta, Comune in contatto con la prefettura per trovare una soluzione. Frasca Polara: "Si valutano alternative, ma non verranno giustificati comportamenti intolleranti"

Una delle proteste dei residenti contro l'apertura del Centro Centro d'accoglienza straordinaria per migranti

Un'intera borgata in subbuglio: i residenti dell'Acquasanta dicono "no" al Centro d'accoglienza straordinaria (Cas) per migranti che dovrebbe essere aperto in via cardinale Rampolla. Sono circa 80 i migranti che potrebbero essere ospitati in un immobile, con mensa e dormitorio, di circa mille metri quadrati comunicante anche con salita Le Chiavi. A gestirlo sarà la cooperativa sociale "La Fenice" di Piana degli Albanesi, che si è aggiudicata un bando emanato dalla prefettura per far fronte a un'emergenza ormai cronica.

Da giorni la tensione è alta. I residenti lamentano la vicinanza della struttura con un plesso dell'Istituto comprensivo "Arenella". E non solo: c'è chi teme per la sicurezza e chi una presunta svalutazione delle abitazioni circostanti. Conciliare l'accoglienza con l'equilibrio della borgata non è semplice. Il Comune ha avviato contatti con la prefettura con l'obiettivo - spiega Marco Frasca Polara, presidente dell'Ottava Circoscrizione - "di trovare una soluzione".

"Si sta valutando - prosegue - se ci sono alternative migliori. Per telefono una signora mi ha detto 'se li porti a casa sua'. Ebbene, mai e poi mai giustificherò atti o comportamenti intolleranti verso i migranti. Spero che ciò sia chiaro. Per il resto parlerò con le persone, le ascolterò e proverò a farle ragionare. Bisogna evitare tensioni e ritorsioni". Il tam tam nella borgata ha fatto scattare una raccolta firme e, come riferisce sempre Frasca Polara, "alcuni residenti hanno impedito agli operai della coop di entrare nella struttura per eseguire dei lavori".  

Anche su Facebook monta la protesta. Dal "mandiamoli a casa" a "bisogna difendere i nostri spazi". Dice un residente nella borgata: "Un centro di accoglienza porterà solo problemi, abbiamo già difficoltà per il lavoro dei giovani che vivono nella borgata". Infine c'è chi punta il dito contro la politica: "Ci 'mangiano' sopra con le cooperative".  

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