Caro biglietti aerei, petizione di Confcommercio: "Fuori da ogni logica pagare 500 euro per Roma"

L’Unione industriali si mobilita, il presidente Antonio Lo Coco: "E' mortificante essere costretti a portare avanti una battaglia da cittadini e da imprenditori per ottenere il riconoscimento di diritti apparentemente elementari"

L’Unione industriali di Confcommercio Palermo lancia una petizione on line contro l’aumento indiscriminato del costo dei biglietti aerei da e per la Sicilia. Lo annuncia Antonio Lo Coco, presidente della neonata associazione che raggruppa decine di industriali della provincia di Palermo, di fronte ai proibitivi prezzi dei biglietti aerei, soprattutto in alcuni particolari periodi dell’anno, che contribuiscono ad aumentare il gap delle imprese isolane nei confronti del mercato globale. 

“Pagare circa 500 euro per un biglietto aereo di sola andata per Roma è fuori da ogni logica e noi non vogliamo più subire passivamente una simile condizione di svantaggio - spiega Lo Coco -. E' perfino mortificante essere costretti a portare avanti una battaglia da cittadini e da imprenditori per ottenere il riconoscimento di diritti apparentemente elementari. Da qui nasce l’idea di questa iniziativa, con cui vogliamo dare voce alle tante istanze del territorio e promuovere azioni concrete che portino alla soluzione del problema. Bisogna essere pragmatici, per passare dalle parole ai fatti basterà una semplice firma digitale: più saranno le firme e maggiore sarà il nostro potere di interlocuzione. Da industriali abituati a fronteggiare mille quotidiane difficoltà non vogliamo limitarci alle sterili lamentele ma farci parte attiva per la ricerca di una soluzione che produrrebbe, a cascata, una serie di effetti benefici per la nostra isola”.

“In un territorio già penalizzato dalla carenza di infrastrutture stradali e ferroviare, la speculazione praticata dalle compagnie aeree penalizza fortemente tutte le aziende che si trovano nella necessità di usufruire dei servizi aerei per i propri dipendenti e che sono costrette a registrare considerevoli costi di trasferta a discapito della competitività; o, peggio ancora, a rinunciare a spostamenti fuori sede dei propri collaboratori rischiando pesanti contraccolpi sullo sviluppo dei volumi d’affari. Per non parlare delle ripercussioni sull’industria del turismo che rappresenta uno dei pochi punti di forza dell’isola: con simili tariffe è evidente che viene scoraggiato il flusso turistico in entrata”. 

“Quello del costo dei biglietti aerei da e per la Sicilia - conclude Lo Coco - è uno di quei temi che tocca da vicino decine di migliaia di siciliani ogni anno. Pretendere il rispetto dei propri diritti e il riconoscimento dei disagi causati dall’insularità, sarebbe un primo importante passo, non certo l’unico, verso il recupero della competitività”.

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