"Lavoratori sfruttati e 700 mila euro di tasse evase", multata ditta trasporto merci

Sotto la lente della guardia di finanza di Carini, un'impresa che opera in tutta la Sicilia in via esclusiva per una nota catena di vendita di elettrodomestici e prodotti di elettronica. Irregolari i contratti di 76 impiegati. Autisti pagati per 20 ore a settimana ma costretti a guidare 70 ore

Assunzioni false, autisti che lavoravano più di quanto previsto dal contratto e tasse non pagate. E' il campionario di irregolarità che la guardia di finanza contesta a una ditta individuale di Carini, attiva nel settore del trasporto di merci su strada e operante sull’intero territorio siciliano in via esclusiva per una nota catena di vendita di elettrodomestici e prodotti di elettronica.

Secondo le fiamme gialle l’impresa, riconducibile a V.C., "a ogni consegna delle merci ai vari clienti avrebbe dovuto emettere una ricevuta fiscale; tuttavia nella quasi totalità dei casi ciò non avveniva, consentendo all’imprenditore di occultare ricavi, nel corso degli ultimi quattro
anni, per più di 1 milione di euro con il conseguente mancato pagamento delle relative imposte per circa 700 mila euro tra Irpef, Iva e Irap".

I controlli hanno poi permesso di scoprire 4 dipendenti in nero, senza alcun contratto, e altri 45 impiegati irregolari, "poiché assunti con contratto part-time orizzontale ma, di fatto, impiegati in modalità full time. In particolare, questi ultimi effettuavano settimanalmente 70 ore di lavoro, 50 ore in più rispetto alle 20 ore settimanali previste nei loro contratti".

L'ispezione, eseguita anche tramite l'esame della documentazione extra-contabile e l'analisi delle banche dati, ha evidenziato "una consolidata prassi aziendale, consistente in una vera e propria interposizione fittizia di altri due soggetti economici, operanti nello stesso settore merceologico, i quali procedevano all’assunzione formale di diversi lavoratori che, tuttavia, continuavano a operare sotto la direzione e il controllo del titolare dell’impresa sotto indagine". C'era quindi "un indebito ricorso all’istituto del 'distacco', eseguito senza la formalizzazione scritta del contratto (requisito essenziale) e in assenza di concrete necessità aziendali. Era fatto solo per rinviare a tempo non determinato gli scatti di anzianità dei lavoratori dipendenti, con evidente indebito risparmio economico per la ditta". Interessati da questo modus operando 27 dipendenti. Le sanzioni amministrative in materia di lavoro ammontano a circa 60 mila euro.

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