"Carcere vecchio e poco sicuro per i lavoratori", agenti penitenziari in agitazione all'Ucciardone

La protesta è indetta dalla Federazione nazionale sicurezza della Cisl: "Andremo avanti fin quando non saremo convocati dalla direzione dell’istituto per discutere le problematiche che attanagliano il personale"

Il carcere Ucciardone

"Carcere obsoleto da ristrutturare, carichi di lavoro pesantissimi, casi di aggressioni ai danni degli agenti in aumento". Sono alcuni dei motivi per i quali la Federazione nazionale sicurezza della Cisl,  ha proclamato da oggi lo stato di agitazione degli agenti di polizia penitenziaria del carcere Ucciardone.

La Fns Cisl Palermo Trapani, spiega per voce del segretario Salvatore Turco, le motivazioni: “I lavoratori, oltre a operare in un edificio vecchio e obsoleto, barcamenandosi fra le mille difficoltà che in una struttura penitenziaria si possono presentare giornalmente, vivono una situazione aggravata dalla condotta della direzione della casa circondariale, che non valorizza adeguatamente il ruolo degli agenti che sono servitori leali dello Stato, oltre che dipendenti pubblici”.

Secondo il segretario regionale della Fns Cisl, Domenico Ballotta, “l’istituto penitenziario Ucciardone ha svolto in passato il suo ruolo con importanti funzioni educative, vorremmo che questi compiti venissero ripristinati, di fatto la direzione locale non mostra alcun interesse nei confronti dei dipendenti che lavorano all’interno della struttura”.

Su tale argomento anche il coordinatore provinciale della Fns Cisl, Alessandro Maira interviene sottolineando che, “il personale di polizia penitenziaria sopporta carichi di lavoro altissimi anche a seguito di tutte le attività ludiche per i detenuti organizzate dalla direzione. Sono inoltre aumentati i casi di aggressione nei confronti del personale, denunciamo quindi un problema di sicurezza sul lavoro, va detto purtroppo che il poliziotto penitenziario oltre il danno, subisce anche la beffa, perché questo sacrificio dei lavoratori non viene minimamente riconosciuto dai vertici”. Per tutto questo concludono dalla Fns  “continuerà lo stato di agitazione fin quando non saremo convocati dalla direzione dell’Istituto per discutere le problematiche che attanagliano il personale di polizia penitenziaria”.

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