All'Ucciardone una lavanderia industriale: i detenuti lavorano per una nuova vita

Grazie all’accordo con due importanti aziende private, entrerà in funzione all’interno del penitenziario anche una linea di imbottigliamento di prodotti chimici

Il lavoro come prima forma di riscatto da un passato sbagliato. Grazie all’accordo con due importanti aziende private, entreranno a breve in funzione all’interno del penitenziario una lavanderia industriale e una linea di imbottigliamento di prodotti chimici, con l’obiettivo di facilitare il percorso rieducativo dei detenuti. Un iter già avviato negli scorsi anni con l’apertura di un pastificio e di una sartoria nei locali dell’Istituto.

A presentare il progetto, Vincenzo Figuccia di Forza Italia e la direttrice del carcere, Rita Barbera. Insieme a loro i responsabili delle aziende Papalini Spa, azienda marchigiana già operante in Sicilia, e la Intrachimica di Ragusa.

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Nella fase iniziale del progetto saranno coinvolti circa dieci detenuti-lavoratori. Il lavoro sarà svolto all’interno del carcere, in locali precedentemente utilizzati come magazzini, messi a disposizione in comodato d’uso gratuito dall’Ucciardone. “Il concretizzarsi di un progetto tanto significativo riempie di gioia e soddisfazione tutti coloro che in questi mesi si sono impegnati per la sua realizzazione – dice Figuccia –. Ritengo si tratti di un esempio di collaborazione virtuosa tra Stato e privato dall’elevato valore sociale”.

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