Capitano Ultimo, auto in fiamme sotto la sua casa famiglia: si teme intimidazione

Indagini in corso da parte dei carabinieri. Forse un'intimidazione nei confronti del colonnello che tirò fuori Totò Riina da un’auto, gli puntò una pistola e lo arrestò. La vettura data alle fiamme è risultata rubata

I resti dell'auto incendiata davanti la Falconeria del Capitano Ultimo (Foto Ansa Vincenzo Sinapi)

Un'auto rubata è stata data alla fiamme davanti al cancello d'ingresso della casa famiglia gestita a Roma dal colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che nel 1993 catturò Totò Riina. L'incendio è divampato intorno alla mezzanotte del 18 dicembre in via delle Tenuta della Mistica, strada secondaria che si trova nella zona di Tor Tre Teste. Nella casa famiglia fondata da capitano Ultimo alloggiano alcuni minorenni. 

Ad essere incendiata una Audi, rubata ad un cittadino marocchino che aveva sporto regolare denuncia alle forze dell'ordine. Sul posto per spegnere l'incendio sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno accertato la natura dolosa dell'incendio. Gli accertamenti sono invece affidati ai carabinieri della Stazione Roma Torpignattara e quelli della Compagnia Roma Casilina, con l'ausilio dei militari del Nucleo Investigativo di via in Selci.

Sergio De Caprio, noto all'opinione pubblica come Capitano Ultimo, è l'uomo che nel 1993 arrestò il boss Totò Riina. In seguito ad una decisione dell'Ucis (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale), dal 3 settembre 2018 non ha più diritto all'auto blindata di cui si è servito nel corso di questi ultimi anni.

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Era stato lo stesso Ultimo, alla vigilia della perdita della tutela, a sfogarsi con una serie di tweet corredati dall'hashtag "#no mobbing di Stato". "La mafia di Bagarella e di Riina non sono più un pericolo. Cara mamma, c'era una volta la sicurezza dei cittadini", il tweet del Capitano Ultimo per protestare contro la revoca della sua scorta effettiva. 

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