Collettore fognario, nel cantiere non c'è anima viva: "Così si rallentano i lavori dell'Anello"

La Fillea scrive al Comune: "Arriverà il momento in cui, all'altezza dello scavo del pozzo, i due appalti s'incroceranno. E la via Roma non potrà essere riaperta". A metà 2019 la Sikelia, ditta incaricata dell'opera, ha licenziato gli ultimi 15 operai

Il collettore fognario, l'opera per la quale è chiuso l'incrocio tra via Roma e via Amari, è fermo. Da tempo non si vede nessuna ruspa e nessun operaio al lavoro. Col nuovo anno, mentre all'anello ferroviario le maestranze sono tornate regolarmente a scavare dopo la pausa festiva, al collettore fognario tutto continua a tacere.

"Le lavorazioni sono ferme da mesi non si registra anima viva nei cantieri. La mancata ripartenza di quest'opera rischia di rallentare i lavori dell'anello ferroviario. Arriverà il momento in cui, all'altezza dello scavo del pozzo di via Roma, i due appalti si incroceranno. E la via Roma non potrà essere riaperta perché interessata ai lavori del collettore”. Per questo la Fillea Cgil stamattina  ha preso carta e penna e ha inviato una nota all'assessore Maria Prestigiacomo e al Rup Giuseppe Vicari, chiedendo un incontro urgente col Comune  e ponendo una serie di interrogativi sul completamento dell'opera e sull'assunzione della manodopera.

“Alla luce dei passaggi societari che ci sono stati, abbiamo chiesto al Comune di costituire un tavolo di confronto con la nuova compagine societaria - dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo -. Il Comune avrebbe dovuto sottoscrivere degli accordi con la nuova azienda, l'Amec, che ha acquisito le quote di  Technis dentro la Scarl 'La Cala',  per verificare il possesso dei  requisiti  richiesti dall'appalto. Avevamo fatto già una precedente richiesta a metà ottobre e da allora non abbiamo avuto notizia".

La Fillea chiede garanzie sul completamento dell'opera e sul riassorbimento degli operai edili. "Secondo il Comune, che è il committente, l'opera sta andando avanti. Ma quando la Sikelia ha presentato a metà 2019 richiesta per il concordato preventivo, sono stati licenziati gli ultimi 15 operai e da allora non è stato avviato al lavoro nessuno. La nostra preoccupazione è che a breve assisteremo alla convergenza delle due aree di cantiere su via Roma, tra il collettore fognario e l'anello ferroviario, opera che, con il subentro della D'Agostino, ha avuto un nuovo slancio. Prima di Pasqua, i lavori dell'anello  ferroviario  avrebbero dovuto essere finiti sul tratto via Roma-via Emerico Amari  per consentire  la chiusura del manto stradale. Ma se non si riparte con i lavori del collettore fognario, la via Roma continuerà a essere impraticabile".

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"Chiediamo un confronto in tempi brevi. Altrimenti organizzeremo presidi con i lavoratori in via Roma e sotto la sede dell'assessorato ai lavori pubblici - conclude Piero Ceraulo -. C'è davanti una prospettiva di lavoro non indifferente, almeno un anno di lavoro. Entro il 2020 l'opera deve essere finita. La situazione economica dell'appalto si sta lentamente risolvendo. Sono stati saldati gli stipendi maturati e ad alcuni lavoratori licenziati deve essere saldato il Tfr".

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