Ucciso davanti al bar Collica: Palermo ricorda il poliziotto Calogero Zucchetto

Il giovane agente (27 anni) fu ucciso il 14 novembre 1982 in via Notarbartolo da due killer mafiosi con 5 colpi di pistola. La polizia lo ricorda così: "Lillo pagò la passione per il suo lavoro"

La commemorazione di Calogero Zucchetto, con Orlando

Nessuno, a Palermo, nemmeno nei giorni più terribili, aveva mai visto piangere un poliziotto. Le lacrime di Ninni Cassarà, che "assiste" con lo sguardo il cadavere di Calogero "Lillo" Zucchetto, appena freddato da due killer, sono entrate nella storia di questa città. La tragedia si consuma la sera di domenica 14 novembre 1982, all'uscita dal bar Collica in via Notarbartolo. Zucchetto, collaboratore di Cassarà, viene crivellato con cinque colpi di pistola alla testa sparati da due killer in sella ad una moto.

Questa mattina la polizia lo ha commemorato, nella ricorrenza del 34° anniversario della sua uccisione. "Era un promettente investigatore - dicono dalla polizia -. Calogero Zucchetto pagò la passione per il suo lavoro, una professione pericolosa che non concedeva scampoli di vita privata". 

Con Ninni Cassarà, Zucchetto andava in giro in motorino a caccia di latitanti. In uno di questi giri, qualche giorno prima di essere ucciso, incontrò due killer al servizio dei corleonesi, Pino Greco detto "scarpuzzedda" e Mario Prestifilippo. I due lo riconobbero, non si fecero catturare e successivamente lo uccisero.ZUCCHETT0-3

Oggi, a 34 anni di distanza, proprio nel luogo di quell’eccidio, all’angolo tra la via Notarbartolo e la via Libertà, luogo ribattezzato “largo degli Abeti”, le più alte cariche, cittadine, della polizia di Stato, Civili e Militari,  hanno ricordato il martirio del 1982. Il Questore di Palermo, Guido Nicolò Longo, ha deposto una corona sulla lapide dello sfotunato agente, nel contesto di una cerimonia "che è servita a ricordare che chi muore per la giustizia e nell’adempimento del proprio dovere è cittadino della nostra memoria".

Leoluca Orlando e il vicesindaco Emilio Arcuri hanno voluto rendere l’omaggio della città di Palermo, sottolineandone “il ruolo, per il quale ha pagato il prezzo più alto, nella caccia ai mafiosi e per la  disgregazione del reticolo di connivenza che ne protegge la latitanza”. Orlando ed Arcuri hanno anche espresso sentimenti di “vicinanza e solidarietà a tutti gli agenti della polizia, e più in generale di tutte le forze dell’ordine, ringraziandoli per il loro impegno costante finalizzato al controllo del territorio, per il rispetto della legalità e della convivenza civile”.  
 


 

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