Almaviva, lavoratori ancora con il fiato sospeso: azienda e sindacati restano distanti

L'incontro al Mise si è concluso con un nulla di fatto. L'azienda ha confermato l'intenzione di trasferire da Palermo alla Calabria gli operatori della commessa Enel, mentre i sindacati chiedono di valutare soluzioni alternative

Il tavolo al Mise - Foto Twitter

Posizioni ancora distanti e lavoratori preoccupati per il loro futuro. L'incontro di oggi al Mise sulla vertenza Almaviva si è concluso con un nulla di fatto e le parti torneranno a incontrarsi venerdì. Sul tavolo il trasferimento di 338 operatori da Palermo a Rende dopo la perdita della commessa Enel.

Davanti al sottosegretario allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, ai rappresentanti degli enti locali e dei sindacati, Almaviva ha confermato di volere procedere sia per i tagli (la chiusura delle sedi di Roma e Napoli ndr) sia per i trasferimenti. Venerdì al ministero sarà presente anche l'Enel, per affrontare il tema del cambio di appalto. Successivaente, il 27 ottobre, ci sarà un nuovo incontro con tutti gli attori coinvolti.

Secondo il viceministro Bellanova, la situazione "è difficile, non abbiamo bisogno di ulteriori provocazioni, non dobbiamo individuare responsabilità, ma trovare soluzioni". Nel corso della riunione, spiega una nota del Mise, il viceministro ha ricordato gli strumenti di sostegno messi in campo dal Governo, "quali il contratto di solidarietà e 10 milioni di euro per la cassa integrazione destinata al settore", richiamando l’azienda al rispetto di quanto stabilito nell’accordo firmato il 31 maggio scorso. Accordo che prevedeva - continua la nota - "una fase di transizione di almeno 6 mesi, non ancora giunti a conclusione, nonché ulteriori 12 mesi di cig". Dopo aver comunicato l’avvio delle procedure finalizzate a sanzionare le aziende che non rispettano la normativa in tema di delocalizzazione, il viceministro Bellanova ha poi annunciato di aver già convocato lunedì 17 le aziende committenti, "per proseguire il confronto sul superamento delle gare al massimo ribasso, nonché del trasferimento all’estero delle attività".

In merito al sito Almaviva di Palermo, Bellanova ha ribadito "che è stato avviato un confronto con Enel per la tutela dei lavoratori coinvolti sulla commessa; un tavolo dedicato a questo tema specifico è stato già convocato per il prossimo venerdì 14". Dopo aver richiesto all’azienda la sospensione della procedura, Bellanova ha invitato "tutti a fare il proprio dovere per tornare a un confronto che possa condurre a un’intesa tra le parti".

"Abbiamo ancora una volta espresso la nostra preoccupazione - spiega l'assessore comunale alle Attività produttive Giovanna Marano - perché non vorremmo che il lavoro condotto per mesi con il governo nazionale per uscire dal tunnel della precedente grave crisi si concluda col trovarci in un altro tunnel di una altrettanto grave crisi".  "Chiediamo all'azienda - aggiunge  il sindaco Leoluca Orlando - di contribuire a raffreddare il clima riconducendo quella che siamo coscienti essere una situazione delicata alla possibilità di un confronto serio e produttivo. Per questo è indispensabile sospendere i provvedimenti di licenziamento e di trasferimento e tornare ad un tavolo negoziale sotto l'egida del Governo nazionale, che sulla vicenda ha sempre mostrato grande sensibilità e attenzione".

LE REAZIONI
CISL - "Noi abbiamo rispettato l’accordo di maggio, è l’azienda che non fa altro che imporre decisioni unilaterali. Siamo tornati a chiedere il ritiro sia dei licenziamenti di Roma e Napoli sia dei trasferimenti di Palermo”. Ad affermarlo sono Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Palermo Trapani e Eliana Puma Rsu Fistel. “Durante i tavoli le istituzioni nazionali e regionali si mostrano disponibili alla riforma del sistema degli appalti nel settore, poi le commesse vengono sempre assegnate al massimo ribasso mentre prosegue la delocalizzazione che, soprattutto in Albania, cresce continuamente. Le modifiche all'art 24 bis sulla delocalizzazione presentate in Senato, sono inserite in un percorso le cui tempistiche sono imprevedibili – aggiungono dalla Fistel Cisl - , e intanto l’azienda si dice impossibilitata a ricollocare tutti i quasi 400 lavoratori Enel pur mostrando disponibilità a collaborare con chi si occuperà della commessa da gennaio”. “L’obiettivo deve essere evitare i trasferimenti – conclude Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani – che per questi lavoratori vuol dire perdere il posto di lavoro. Ci aspettiamo di più dalle istituzioni, nazionali e regionali, della solidarietà e il sostegno delle proposte dei sindacati durante i tavoli, perché mentre si annunciano cambiamenti sulla delocalizzazione e sul massimo ribasso, vanno avanti le irregolarità nel settore e nessuna sanzione viene elevata contro chi assegna e vince gare al ribasso. Il mercato del call center è in forte crisi e dato che rappresenta una buona parte del settore produttivo locale e anche nazionale, è ora che dalla parole e annunci si passi alle azioni concrete”.

UILCOM - "I lavoratori Almaviva di Palermo chiederanno di continuare a lavorare con la commessa Enel senza spostarsi dalla propria città. Il governo nazionale deve fare qualcosa di serio per questo settore". Così Giuseppe Tumminia, segretario generale della UilCom Uil Sicilia, che aggiunge: "Ci prendono in giro facendo gare al massimo ribasso che però non permettono alle aziende di onorare i contratti di lavoro del settore delle telecomunicazioni".

UGL - "Il governo ha detto di aver contattato i committenti e sanzionato le aziende che non hanno applicato correttamente l'articolo 24 bis". A dirlo è Livia Bignozzi dell'Ugl, sottolineando che durante l'incontro "i sindacati hanno ribadito che il controllo individuale sui lavoratori è un argomento che comunque non può andare a sanare la situazione economica dell’azienda". Per quanto riguarda i lavoratori del call center Almaviva che rischiano il trasferimento da Palermo a Rende, "l'Enel ha confermato che i volumi verso la sede di Palermo ci sono ancora, la commessa è in piedi fino al 31 dicembre e che ci sarà un tavolo per poter incontrare anche la società che ha preso in appalto la gestione della commessa, così da mettere in atto le clausole sociali per i colleghi impiegati su Enel", ha aggiunto Bignozzi.

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