Buco alla Foss, replica degli Amici della Musica: "Santoro cerchi altrove autori del presunto debito"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

In relazione alle dichiarazioni del sig. Santoro in ordine “al buco da 671 mila euro in casse Foss”, di cui si sarebbe di recente reso conto, attribuendone la paternità (colpa) all'associazione Amici della Musica, non può non constatarsi che, visto il breve lasso di tempo in cui il suddetto ha in qualche modo svolto le funzioni di Presidente del Cda della Foss, o è in possesso di documenti che supportano tali affermazioni ovvero sta ripercorrendo lo stesso paradigma che lo aveva portato ad accusare di mala gestione chi lo aveva preceduto all'interno della FOSS. Paradigma ovviamente svanito nel nulla come le accuse mosse senza alcun supporto di prove concrete.

E inoltre ci si chiede, com'è possibile che un’Associazione come Amici della Musica, ospite del Comune di Palermo, e non del sig. Santoro, all'interno del Politeama Garibaldi in forza di atti amministrativi validi ai sensi di legge, possa realizzare un debito di questa dimensione? Ciò che Santoro forse non ricorda è che il Politeama è stato assegnato dal Comune alla Foss a titolo gratuito, a condizione, fra le altre, di cedere l'uso della struttura teatrale al Comune per 40 giorni l'anno, 40 giorni che l'Amministrazione comunale ha deciso di dare in uso ad Amici della Musica. Il Santoro non può tralasciare di considerare che il mancato rispetto delle regole concordate col Comune comporterebbe l'obbligo di pagare il canone che oggi non paga, o, ancor peggio, la risoluzione della Convenzione con il Comune di Palermo.

E’evidente che l’unico Ente che beneficia dell’utilizzo gratuito del Teatro è proprio la Foss. Al contrario, gli Amici della Musica, pur non dovendo, hanno negli anni sostenuto i costi del Teatro – per garantire la continuità della diffusione culturale e musicale – per un ammontare di centinaia di migliaia di euro.

Il Sig. Santoro, pertanto, cerchi altrove gli autori del presunto debito, fatto questo che getta una pesante ombra sui Cda e revisori della FOSS che nel tempo si sono succeduti, perché, a dare credito al Santoro o sarebbero stati tutti distratti nel non accorgersi di tale enorme carenza finanziaria o, ancora peggio, conniventi con chi oggi viene additato quale causa dei problemi finanziari della Fondazione Orchestra Sinfonica, o in ultima analisi – la più grave e forse più probabile – semplicemente il dedito non è fondato ed è inesistente.

E’ di tutta evidenza che le tesi sostenute dalla scrivente sono tutte supportate da copiosa documentazione, ostensibile a chi ne avesse interesse. Di contro, sorge il dubbio che il Santoro possa produrre prove inconfutabili del suo dire nelle opportune sedi giudiziarie dove, insieme a chi si è fatto strumento e cassa di risonanza, sarà chiamato da Amici della Musica a risponderne.

In ultimo, sorge il sospetto che l’azione del Santoro sia l’ennesimo tassello di una strategia che mira esclusivamente a ‘”cacciare” Amici della Musica dalla loro sede istituzionale legittimamente attribuita, per l’unico scopo -si presume –di utilizzarlo a fini commerciali in favore di soggetti privati o ancor peggio per organizzare “feste, meeting e ricevimenti” come si legge sul sito istituzionale della Foss.

Senza tralasciare di considerare che l’azione del Sig. Santoro, oggi fondata solo su dubbi e domande, sta causando un grave danno alla Città e alla comunità culturale intera, che viene privata del valore artistico/musicale delle manifestazioni concertistiche di Amici della Musica, patrimonio quasi centennale di questa Terra.

Torna su
PalermoToday è in caricamento