Brumotti dopo il pomeriggio da incubo allo Zen: "Non lo faccio per soldi, ma per vocazione"

L'inviato di Striscia: "Mi sono mascherato e ho passato giorni in quel quartiere, notando gente che domina in modo malavitoso. E anche dopo il mio servizio si spaccia regolarmente..."

"Non lo faccio per soldi, non lo faccio per audience, ma lo faccio per vocazione", così Vittorio Brumotti, che domenica pomeriggio è stato aggredito nel quartiere Zen insieme alla troupe di Striscia la Notizia, ha risposto alle critiche che non sono mancate sui social. Per molti l'inviato del tg satirico se le va a cercare, ma lui su Instagram spiega: "Il mio papà è stato un carabiniere, amo la legalità e avrei voluto fare il carabiniere".

Brumotti domenica si trovava allo Zen per documentare come viene gestito lo spaccio di stupefacenti, quando, usciti dall'auto, lui e i suoi collaboratori sono stati aggrediti da alcuni malviventi. Insultati e minacciati di morte, si sono visti piovere addosso anche dei sassi. "Ho passato giorni in quel quartiere mascherato per vedere i bambini giocare e le famiglie unite - spiega ancora - ma più palesemente ho notato la gente che domina in modo malavitoso, ho notato anche le forze dell'ordine e il loro operato".

Brumotti continua: "Quando arrivo mi mimetizzo con il territorio e filmo ogni cosa ma poi vi riassumo tutto in pochi minuti nella trasmissione, non pensatemi superficiale ma molto attento alle problematiche e so che tanti di loro per mangiare fanno dell'illecito. Il mio scopo è svegliare la politica per far sì che non si debba vivere solo di illecito, mai traviare le verità e l'omertà va sconfitta. Comunque ieri abbiamo notato che allo Zen di Palermo si spaccia regolarmente anche adesso! Mi chiamano 'Abbombazza' perché sono pronto a lanciare notizie scomode ma bomba". Occhio alle spalle però.

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