A fuoco auto di un'attivista di Libera, Don Ciotti: "Una sfida per tutti noi"

Le fiamme hanno avvolto la Nissan di Chiara Natoli, tra le organizzatrici della manifestazione dello scorso giovedì in memoria delle vittime delle mafie. La vettura era parcheggiata a Borgo Vecchio. Indaga la polizia

L'auto di Chiara Natoli

L'auto di un'attivista dell'associazione Libera, Chiara Natoli, è stata data alle fiamme nella notte tra venerdì e sabato. La vettura era parcheggiata a Borgo Vecchio, non lontano dal porto e dalla caserma della guardia di finanza. Il rogo è divampato neppure 48 ore dopo la manifestazione organizzata in memoria delle vittime di mafia che alla quale hanno partecipato migliaia di persone. Chiara Natoli è stata una delle organizzatrici dell'iniziativa e si teme che le fiamme siano una "risposta" al suo impegno.

In diecimila in piazza per ricordare le vittime di mafia: "Uniti si vince"

La ragazza proprio quel giorno aveva sottolineato come "ricordare le vittime della mafia vuol dire impegnarsi concretamente per i diritti e la giustizia sociale". Sull'episodio indaga la polizia, che sta visionando le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza della zona. 

"In attesa di indagini e verifiche per comprendere l'accaduto - si legge in una nota di Libera Palermo - se dovesse essere confermato che è un atto contro di noi, ribadiamo la nostra volontà di non arretrare e proseguire il percorso di impegno e cambiamento intrapreso".

Solidarietà a Chiara Natoli arriva da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: "E' una sfida per tutti noi, ma noi siamo molti di più".

chiara natoli2-2“Ringrazio tutti per la vicinanza e il sostegno - dice la diretta interessata (nella foto alla manifestazione del 21 marzo) -. Le indagini sono in corso e nutro massima fiducia nei confronti delle forze dell'ordine e della magistratura che si stanno adoperando per individuare i responsabili. In particolare ringrazio il prefetto che sin dalle prime ore mi ha espresso personalmente la vicinanza dello Stato. In attesa delle verifiche ribadisco che quelle fiamme non erano rivolte solo a me, ma colpiscono tutta Libera e i tantissimi che il 21 marzo sono stati con noi in piazza. Un Noi che a Palermo e in Sicilia sta facendo rifiorire una nuova primavera. Una primavera che nessuna incendio, nessuna intimidazione può fermare”.

"Piena e affettuosa solidarietà a Chiara Natoli e a Libera per il grave atto compiuto a pochi giorni dalla importante Giornata della Memoria che ha portato migliaia di palermitani in piazza" è espressa dal sindaco Leoluca Orlando "a nome personale e di tutta la Giunta comunale". Orlando sottolinea come "proprio quella manifestazione è la conferma che la mafia è sempre più minoritaria nella società e nella cultura dei palermitani. Una condizione di marginalità sociale che spinge ad attaccare con violenza proprio coloro che, come Chiara, animano l'azione civile e culturale del movimento antimafia. Confido - afferma quindi il sindaco - che da parte degli inquirenti siano adottati tutti i provvedimenti necessari ad assicurare alla giustizia gli autori di questo gesto vile e sono certo che Chiara, cui non mancherà il nostro sostegno, non arretrerà nel proprio impegno".

Le reazioni

"Contro Chiara e Libera un atto intimidatorio che io e tutto il Movimento 5 Stelle condanniamo con forza. Chiara non è sola, insieme a lei c’è lo Stato e i tantissimi cittadini onesti che non hanno paura di combattere le mafie. Un abbraccio Chiara, vai avanti così", scrive su Twitter il vicepremier Luigi Di Maio.

Il sottosegretario all'Interno, Luigi Gaetti, parla di "grave clima a Palermo, dove è in atto un proprio e vero conflitto fra Stato e mafia".
"Esprimo - dice - l'assoluta vicinanza mia e dello Stato a Chiara Natoli".

"Solidarietà a Chiara Natoli e agli amici di Libera - scrive su Facebook l'assessore comunale Adham Darawsha - Ha ragione Don Ciotti quando dice che è una sfida a tutti noi. E noi tutti non ci faremo intimidire".

Fava: "La sentiremo in commissione Antimafia"

"A Chiara e a tutte le ragazze e i ragazzi di Libera va la solidarietà e la vicinanza di tutte le democratiche e i democratici siciliani. La sconfitta delle mafie, della cultura della sopraffazione e dell’illegalità, è la precondizione per vivere in una comunità più libera, più giusta e più ricca. È un impegno che deve riguardare la società intera e le classi dirigenti tutte”. Così il segretario del Pd Sicilia, Davide Faraone.

L'Arci Sicilia esprime "il massimo di solidarietà e vicinanza". "Abbiamo incontrato Chiara in piazza in una miriade di iniziative contro la mafia nei quartieri più difficili di Palermo, col suo volto pulito e determinato. Questa intimidazione - si legge in una nota - non è rivolta solo a lei, è un atto vile rivolto contro tutte le forze civili e democratiche di questo Paese. Le recenti inchieste sulla riorganizzazione del potere mafioso in Sicilia, le relazioni della commissione regionale antimafia, l’orizzonte di una nuova questione morale che addensa nubi oscure sullo sfondo della politica, sono temi che impongono una nuova e urgente attenzione ai percorsi di contrasto alle mafie. Loro sono vigliacchi e agiscono nell’ombra, noi abbiamo coraggio e agiamo alla luce del sole. Loro forse sono tanti ma noi, certamente, siamo di più".

Anche il Centro Pio La Torre esprime "piena solidarietà a Chiara Natoli per l'intimidazione subito l'altra notte con l'incendio della sua auto. A Chiara, che ha svolto anni fa il suo servizio civile presso il Centro Pio La Torre, va riconosciuto il suo costante impegno sociale e civili a favore dei più deboli. Il movimento antimafia, plurale e unitario, non si lascia intimidire, forte della vicinanza solidale della stragrande maggioranza dei cittadini che, nel contrasto alle mafie, si riconosce nei valori fondanti della Costituzione di libertà, uguaglianza, giustizia sociale e democrazia compiuta".

Vicinanza è espressa anche dal gruppo del Movimento 5 Stelle all'Ars. “Vili azioni di questo tipo – dicono i parlamentari 5 stelle –  ne siamo certi, non fanno altro che rafforzare la determinazione di persona come Chiara a lottare contro la malapianta della mafia, al fine di poterla finalmente sradicare. A lei, a Don Ciotti e a tutti gli attivisti di Libera esprimiamo la nostra vicinanza e la più profonda solidarietà”.

"La notizia dell'attentato subito da Chiara Natoli ci ha lasciati sgomenti - commenta Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista - facendoci fare un salto indietro di decenni. Il fatto che l'attentato incendiario avvenga a pochi giorni dalla celebrazione del giorno della memoria delle vittime di mafia è segno di una prova di forza plateale della mafia, la quale ha capito che con questo governo può rialzare la testa colpendo chi è esposto in prima linea nel combatterla ogni giorno attraverso il lavoro sociale. Siamo certi che Chiara e gli altri militanti di Libera - continua Fumetta - non si arrenderanno di fronte a questo atto, a loro e alla nostra amica Chiara va la solidarietà del nostro partito e l'impegno che ieri come oggi staremo dalla stessa parte nella lotta alla mafia".

"Esprimiamo ferma condanna per questo vile gesto. Non bisogna mai farsi intimidire e al contempo non bisogna mai lasciare solo chi subisce attacchi". Così in un Tweet il segretario generale della Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana. "Siamo vicini - dice - a chi ogni giorno porta avanti il proprio impegno per la legalità nei quartieri più difficili della città, perché solo con la legalità si può parlare di un futuro diverso all'insegna della sviluppo".

"L'inqualificabile gesto mafioso ai danni di Chiara Natoli conferma che dobbiamo ancora continuare a lottare contro la prepotenza del malaffare e di tutte le mafie", dice Michele Pagliaro segretario generale della Cgil Sicilia. "Di fronte a fatti come questi - aggiunge Pagliaro - diventa fondamentale costruire sinergie e reti ancora più forti, grandi e virtuose, capaci di arginare una mafia ormai sempre più ‘mercatista’ che comunque non rinuncia allo schema tradizionale delle pressioni, dell'intimidazioni e della prepotenza".

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