Auto dell'attivista di Libera a fuoco, dubbi sulla pista mafiosa: fiamme partite da rifiuti

Gli investigatori hanno acquisito un video in cui si vedrebbe un uomo appiccare il fuoco a un cumulo di immondizia non lontano dalla vettura, parcheggiata al Borgo Vecchio

L'auto dell'attivista di Libera

Il rogo che ha bruciato l'auto di Chiara Natoli, l'attivista di Libera che la scorsa settimana ha guidato la manifestazione in memoria delle vittime di mafia, potrebbe non essere riconducibile a Cosa nostra. L'ipotesi che si è fatta strada nelle ultime ore è che siano stati incendiati dei rifiuti e le fiamme si siano propagate fino alla vettura, parcheggiata in una strada del Borgo Vecchio non lontano dalla caserma della Guardia di finanza.

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Le immagini riprese da una videocamera in zona e i primi accertamenti degli investigatori farebbero pensare al gesto di un uomo che, armato di accendino, avrebbe incendato un cumulo di rifiuti. Un fatto già accaduto, quasi nello stesso punto, nelle scorse settimane.

Il fatto che l'incendio si sia verificato poco dopo la manifestazione di Libera e che la proprietaria dell'auto sia una delle attiviste in prima linea aveva fatto pensare a un'intimidazione. Immediate le attestazioni di vicinanza e solidarietà, da parte del mondo politico e della società civile. Adesso la nuova pista. Le indagini della polizia sono ancora in corso.

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