Bimbo di 21 mesi scappa dall'asilo e rischia di essere investito

E' fuggito dalla struttura La Malfa e ha percorso un lungo tratto di via Messina Marine, rischiando di essere investito da un'automobilista. L'assessore comunale alla Scuola, Barbara Evola, ha richiesto una relazione dettagliata. Sotto il profilo penale si esprimerà la Procura

Bimbo fugge dall'asilo (foto archivio)

E' scappato dall'asilo ad appena 21 mesi di età e nessuno se n'era accorto. I carabinieri indagano sul singolare episodio avvenuto ieri mattina nella struttura comunale La Malfa di via Messina Marine. A trovare il piccolo lungo al via un automobilista che, dopo aver rischiato di investirlo, lo ha riaccompagnato nella struttura. Da chiarire i contorni della vicenda. Come mai nessuno lo ha visto uscire? Perché il cancello era aperto? Domande che troveranno, forse, una risposta non appena sarà redatta la relazione richiesta con urgenza dell'assessore comunale alla Scuola Barbara Evola: "Mi dispiace per il collettivo dei lavoratori dell'asilo - spiega a PalermoToday - perché è gente che lavora con passione, ma bisogna individuare il responsabile. Strana e inquietante disattenzione".

Il fatto è avvenuto intorno all'orario di uscita. Secondo quanto appreso dall'assessore "il bambino si trovava nella 'zona nanna', al momento del risveglio non ci sarebbe stato nessuno a prendersi cura dei bambini", permettendo al "piccolo fuggitivo" di uscire indisturbato. Quando la mamma è tornata a prendere il figlio - ha spiegato Evola - lo ha visto con l'uomo che lo aveva salvato e che avrebbe rischiato di investirlo in via Messina Marine. Una vicenda, la prima in assoluto avvenuta nel capoluogo, che ha scioccato i lavoratori della struttura, che non riescono a spiegarsi cosa sia successo e a chi sia imputabile la negligenza. Ma la madre del piccolo, superata la paura, ha deciso già da oggi di riportare il piccolo nello stesso asilo.

Evola-2L'assessore ha subito disposto delle verifiche. "Abbiamo agito su più fronti. Innanzitutto abbiamo inviato il nostro responsabile per la sicurezza per verificare se in qualche modo ci fossero carenze strutturali, come una porta che non funziona o eventuali problemi al cancello. Poi abbiamo avviato un'istruttoria per accertare le eventuali responsabilità di ognuno dei lavoratori. Non credo possa essere colpa dell'educatore. Ad ogni modo - continua - si è trattata di una leggerezza enorme per cui sarà necessario prendere dei provvedimenti. Sotto il profilo penale, se ce ne fossero gli estremi, si esprimerà la Procura della Repubblica, alla quale abbiamo inviato tutte le carte. Conosco questi lavoratori e so quanto siano professionali. Non abbiamo preso questa decisione a cuore leggero, ma era un atto dovuto".

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