Corleone, bimba nasce morta: lo strazio dei genitori, aperta un'inchiesta

La gravidanza era giunta a termine il 6 dicembre e per i medici andava tutto bene. Otto giorno dopo, in sala parto, la tragedia. I carabinieri hanno sequestrato le cartelle cliniche. Effettuata l’autopsia all’Istituto di medicina legale

L'ospedale di Corleone

Dopo nove mesi di gravidanza era arrivato il suo giorno. Fino a quel momento nessuno degli esami avrebbe mostrato alcunché di anomalo o preoccupante. Poi la tragedia avvenuta in ospedale. “Perché nostra figlia non è stata fatta nascere prima, con un parto cesareo, visto che la gravidanza era giunta abbondantemente a termine? E’ stato questo ritardo ad esserle fatale? Si poteva salvarla?”. Sono le angoscianti domande che da giorni si pone una giovane coppia di Corleone che ha perso in circostanze tragiche e tutte da chiarire la propria secondogenita, una bimba perfettamente sana e formata che però è nata morta. E ora la Procura di Termini Imerese vuole vederci chiaro.

Il dramma si è consumato sabato 14 dicembre all’ospedale cittadino dove la mamma, una 22enne, stava facendo la spola ogni due giorni per sottoporsi ai controlli di rito. La data presunta del parto infatti era il 6 dicembre ma la giovane non aveva alcuno stimolo e i medici del reparto di Ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Corleone (che l’hanno seguita) l’avevano invitata a presentarsi a giorni alterni per i controlli. Nel penultimo, il 12 dicembre, uno dei medici che abitualmente visitava la giovane aveva tranquillizzato i genitori, asserendo che tutto procedesse bene e che non ci fosse alcun motivo di preoccuparsi. E del resto la mamma non accusava alcun disturbo particolare.

La mattina di sabato, all’ennesima visita, dopo aver controllato la dilatazione uterina i dottori hanno finalmente annunciato alla coppia che nella stessa serata o, al massimo, lunedì 16 dicembre la 22enne sarebbe stata ricoverata per indurle il parto qualora non si fosse verificato spontaneamente. Ma è stato qui, durante l’esecuzione del tracciato cardiotocografico, che i sanitari si sono accorti che il feto non presentava più i battiti cardiaci. L’ecografia purtroppo ha confermato il tragico esito. La piccola era deceduta: morte endouterina fetale. Alla mamma e al papà è comprensibilmente crollato il mondo addosso.

La giovane è stata ricoverata e le è stato indotto il parto. Alle 20.30 Miriam è venuta al mondo, ma senza vita. E fuori dalla sala operatoria il papà ha trovato i carabinieri di Corleone, chiamati non dai genitori (presi in quel momento da ben altri pensieri), ma da personale interno allo stesso reparto. I militari, che poi hanno sequestrato tutta la documentazione clinica, hanno invitato il padre a sporgere formale denuncia-querela, cosa che ha fatto l’indomani presso la locale stazione. I genitori per essere assistiti, tramite il consulente personale Alessio Tarantino, si sono affidati a Studio3A-Valore spa, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Studio3A ha subito messo a disposizione come consulente medico legale di parte per la famiglia il dottore Mario Guarino che ha partecipato alle operazioni peritali.

"La Procura di Termini Imerese - ricostruisce in una nota lo Studio3A-Valore spa - ha aperto un procedimento penale per il reato di aborto colposo con relative iscrizioni nel registro degli indagati: i nominativi dei sanitari sotto inchiesta però non sono stati ancora comunicati alle parti offese. Il magistrato ha quindi disposto l’autopsia sul corpicino del feto, nominando come propri consulenti tecnici d’ufficio un pool di esperti: i dottori Stefania Zerbo, medico legale dell’Istituto di Medicina Legale di Palermo, il professore anatomopatologo Emiliano Maresi e il professore Antonio Luciano, specialista in Ginecologica e ostetricia".

L’esame autoptico è stato effettuato nel primo pomeriggio di ieri presso l’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. I tre consulenti tecnici d'ufficio, a meno che non richiedano delle proroghe data l’estrema delicatezza e complessità del caso, avranno tempo 60 giorni per depositare la loro perizia che dovrà stabilire, tra le altre cose, le cause e l’epoca del decesso, se siano state seguite le linee guida previste nei casi di specie e soprattutto se il personale medico abbia tenuto condotte omissive, imprudenti, negligenti, imperite o comunque contrarie alle regole della migliore scienza medica. E in tal caso se queste siano in nesso causale con il decesso.

Andrà verificato in particolare se la decisione di non procedere con un cesareo nonostante si fosse ormai arrivati alla 42esima settimana di gestazione abbia inciso con la situazione di sofferenza fetale che si è verificata. L’autopsia avrebbe infatti confermato che la bimba era sana e molto grande: il feto pesava 4,5 chili ed è per questo che aveva difficoltà a nascere spontaneamente. Risultanze che non fanno che acuire il dolore e il rimpianto della mamma e del papà 29enne. I funerali della bimba si svolgeranno domani, venerdì 20 dicembre, presso la chiesa di Corleone.

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