Biagio Conte a spasso per l'Italia a piedi: "Prima andavo in discoteca..."

Il tour di Biagio Conte incuriosisce la Penisola. Il missionario laico palermitano, vestito come fosse uscito direttamente dal Medioevo, è stato avvistato in più parti d'Italia

Biagio Conte immortalato a Pisa

A spasso per l'Italia con una croce sulle spalle. Il tour di Biagio Conte incuriosisce la Penisola. Il missionario laico palermitano, vestito come fosse uscito direttamente dal Medioevo, è stato avvistato in più parti d'Italia. In tanti - increduli - gli si sono avvicinati e gli hanno scattato fotografie curiosi di sapere chi fosse. Conte è accompagnato da un fratello missionario. Obiettivo dichiarato: portare un messaggio di pace. Sulla vita di Biagio Conte, il regista Pasquale Scimeca ha realizzato un film che parla "del suo percorso di vita, delle sue scelte radicali e rivoluzionarie che ne hanno fatto un uomo giusto, uno dei pochi uomini giusti che ancora abitano questo pianeta". Negli scorsi giorni è stato avvistato in Toscana. Il suo lungo viaggio è passato dal Valdarno Aretino: qui è stato visto a Montevarchi e a San Giovanni, poi a piedi fino ancora a Firenze, Pisa e Siena.

E lunedì prossimo (alle 18.30), alla Cittadella della “Missione di Speranza e Carità” di via Decollati, verrà presentato anche il libro-intervista “Qualcosa di prezioso che accade" (People & Humanities 2017). Il testo, accompagnato dalle presentazioni del Cardinale Paolo Romeo e dell’Arcivescovo Corrado Lorefice, raccoglie quattro interviste rilasciate da Biagio Conte a Francesco Inguanti nel corso degli ultimi due anni su aspetti particolarmente significativi della sua vita. L’incontro è promosso dal Centro Culturale Il Sentiero, unitamente alla casa editrice People & Humanities e alla Missione di Speranza e Carità.

Le interviste, come si legge nell’introduzione, “sono straordinarie non per i fatti narrati, ma per ciò a cui quei fatti richiamano”. La prima verte sul travaglio spirituale di Biagio antecedente alla decisione di 26 anni fa di accogliere barboni nei pressi della stazione centrale di Palermo. La seconda è su come la fede ha influenzato e giudicato le scelte compiute in questi anni nella organizzazione della vita all’interno delle tre strutture di accoglienza, con particolare riferimento al rapporto con gli appartenenti ad altre religioni. La terza riguarda la delicata e difficile vicenda del rapporto con le istituzioni. La quarta si è resa necessaria a seguito degli importanti avvenimenti accaduti a partire dalla fine del 2015 con l’apertura della Porta Santa per l’anno della Misericordia, con le vicende legate all’ex fonderia Basile e l’incontro a luglio del 2016 con papa Francesco a Roma.

Biagio Conte fino al 1990 lavorava nell'impresa edile del padre. Poi, però, a causa di una profonda crisi spirituale, ha deciso di allontanarsi dalla famiglia per fare l'eremita. "Andavo in discoteca, vestivo firmato, amavo le marche costose. Seguivo i cantanti, gli attori famosi. Poi non ce l’ho fatta più - ha raccontato in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno -. I miei amici non mi capirono e dissero ai miei genitori di curarmi. ‘Avrà la depressione’ dicevano. E, invece, io stavo male per una società egoistica ed indifferente".

Per molti anni è stato costretto sulla sedia a rotelle, ma 3 anni fa, dopo un pellegrinaggio a Lourdes, ha ripreso a camminare grazie a quello che la Curia di Palermo ha considerato un vero e proprio miracolo. Adesso attraversa in lungo e in largo l'Italia a piedi. ''Per me è stata una grazia inaspettata che ho ricevuto dal buon Dio che ha incaricato la sua madre Maria - ha raccontato -. Io ho sempre avuto a cuore la Vergine, ma non mi ero mai recato nel santuario di Lourdes". Biagio Conte, inizialmente non voleva andare in Francia anche per motivi di salute ed arrivato a Lourdes non voleva nemmeno fare il bagno nella vasca. ''Poi mi sono deciso - ha detto - e subito dopo essermi immerso ho avvertito come un fuoco dentro che mi ha permesso di tornare non a camminare, ma a correre verso le tante persone che me lo chiedono''.

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