Scandalo beni confiscati, la Saguto si difende in aula: "Speso la mia vita per la giustizia"

L'ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo - sotto processo per corruzione, abuso d'ufficio e concussione - ha parlato per la prima volta davanti ai giudici di Caltanissetta

Silvana Saguto

"La mia vita l'ho spesa per la giustizia". Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo sotto processo per corruzione, abuso d'ufficio e concussione, rompe il silenzio e parla per la prima volta davanti ai giudici di Caltanissetta. 

L'ex magistrato (Saguto è stata radiata dal Csm ndr) finora non aveva mai partecipato alle udienze del processo a suo carico. "Ho avuto problemi di salute - ha spiegato - ecco perchè non sono stata presente. Ma parlerò e farò dichiarazioni spontanee nel corso del processo per dimostrare che la mia vita l'ho spesa per la giustizia e per spiegare il mio impegno". 

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Silvana Saguto è accusata di avere gestito, per anni, la sezione a lei affidata come una cosa propria scegliendo gli amministratori giudiziari, chiamati a gestire patrimoni milionari appartenuti ai boss, in base alla contropartita: soldi, regali e favori. Per l'accusa "sfruttando i ruoli ricoperti nell’ambito di procedure di prevenzione, e facendo perno sul sistema della gestione dei patrimoni in sequestro e sul procedimento di liquidazione dei compensi per le attività di amministrazione giudiziaria, gli associati erano riusciti a strutturare l’attività della Sezione Misure di prevenzione e la gestione dei patrimoni in sequestro secondo modelli organizzativi criminosi, e a creare un sistema di arricchimento illecito improntato a criteri familistici e clientelari". Coinvolti anche il marito Lorenzo Caramma e il figlio Emanuele.

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